Usigrai lancia l’agitazione, Unirai si dissocia dagli “scioperi politici”. Il sindacato libero di viale Mazzini si allontana dalle proposte e dalle posizioni dell’assemblea dei Cdr e dei fiduciari e affida a una nota la sua posizione in merito ai temi messi sul banco dalla nota dei giornalisti. “Unirai ritiene prioritaria la stabilizzazione dei precari così come si batterà per risolvere la questione della carenza degli organici in un quadro di certezze sulle risorse economiche. Faremo sentire la nostra voce anche ai tavoli sul premio di risultato perché il nuovo accordo non penalizzi nessuno”, si legge nella replica. Ma non basta: “Non parteciperemo a scioperi politici per non essere strumentali a chi sta dipingendo l`azienda, a soli fini elettorali, come un carrozzone in declino”. E ancora: “I dati contenuti nel bilancio fortunatamente parlano di una situazione ben diversa da come la si vuole rappresentare. Restiamo convinti che lo strumento migliore per tutelare i lavoratori sia quello della mediazione, lasciando da parte qualsiasi contrapposizione politica e ideologica”.
Unirai, inoltre, non si fa un cruccio dell’addio di Amadeus, tema da cui parte la nota Usigrai: “Ne arriveranno altri. È la logica del mercato e siamo sicuri che l’artista sarà riconoscente a questa grande azienda. Noi siamo concentrati sul tema vero che è quello della libertà sindacale e della par condicio tra le varie sigle. Su questo dovrebbero essere sensibili tutte le forze democratiche”-
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