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UNBUNDLING: DA UE OK ALL’EMENDAMENTO DELLA LEGA. COSA FARÀ IL GOVERNO?

Piena soddisfazione da parte del deputato della Lega Nord Gianni Fava nell’annunciare che la commissione europea ha «riconosciuto nel merito la coerenza con il quadro comunitario della norma del decreto semplificazioni sulla concorrenza nella telefonia fissa». «La disposizione, approvata alla Camera con il sostegno di tutte le forze politiche e con il parere favorevole del Governo – ha sottolineato Fava – scardina il monopolio di Telecom sul cosiddetto ultimo miglio in rame. Con il suo intervento la Commissione ha spazzato via le strumentalizzazioni di queste settimane avanzate da chi è puntualmente pronto a dichiararsi liberale salvo poi dimostrare il contrario nei fatti».
«Questa norma – ha spiegato Fava – rappresenta il vero banco di prova che ci farà capire se il Governo Monti intende agire fino in fondo sulle liberalizzazioni, intervenendo laddove resistono le reali rendite di posizione o meno. L’alibi di Bruxelles è caduto. La Commissione ha detto di accettare il principio della disaggregazione e ha proposto che con la nuova norma Agcom sia facilitata ad imporre questa misura, qualora non abbia già tale potere. In sostanza, l’emendamento, invece che limitare i poteri di Agcom, li amplia. Ora tocca al Governo prendere atto della volontà politica e approvare rapidamente la norma per stimolare la concorrenza, gli investimenti nella banda larga e favorire la riduzione delle tariffe per gli utenti».
L’emendamento in questione prevede che «al fine di garantire la massima concorrenzialità nel mercato delle telecomunicazioni i servizi di accesso all’ingrosso di rete fissa devono essere offerti agli operatori concorrenti in maniera disaggregata in modo che gli stessi operatori non debbano pagare per servizi non richiesti e si possa creare un regime concorrenziale anche per i servizi accessori». «In particolare il prezzo del servizio di accesso all’ingrosso di rete fissa deve indicare separatamente il costo della prestazione dell’affitto della linea e il costo delle attività accessorie, quali il servizio di attivazione della linea stessa e il servizio di manutenzione correttiva». Gli operatori devono inoltre poter comprare i servizi accessori da altre aziende.
Nei giorni scorsi erano stati sollevati dubbi sulla compatibilità della norma con le direttive europee in particolare sugli effetti della norma sulle competenze dell’Agcom di definire i provvedimenti a seguito dei problemi identificati sui mercati di telecomunicazioni.

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