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UN ALTRO CASO DI MANCATA ASSEGNAZIONE FREQUENZE. RICORSO DI RETECAPRI CONTRO MINISTERO E AGCOM

Mentre sembra giunta (quasi) a conclusione la lunga vicenda di Europa 7, l’emittente “fantasma” che pur avendo avuto le concessioni non è mai riuscita a trasmettere per mancata assegnazione delle frequenze, si apre una nuova vicenda che vede protagonista un’altra emittente, questa volta, però, “esistente e già attiva”.
Costantino Federico,editore di Retecapri, ha proceduto, tempo fa, alla separazione tra operatore di rete e fornitore di contenuti, secondo quanto prevede la legge per il passaggio al digitale terrestre. L’emittente nazionale, utilizzando i canali digitali ridondanti di cui dispone nelle aree ad elevata densità di popolazione, ha creato un secondo mux. In questo modo può gestire due mux, cioè due flussi trasmissivi in digitale con la possibilità di inserire, complessivamente, non meno di otto canali o programmi televisivi e due o tre programmi radiofonici, tra cui Radio Capri.
L’operazione di separazione tra fornitore di contenuti e operatore di rete è stata anticipata perché la mancata separazione era addotta come motivo dal Direttore Generale a.i. del Ministero delle Comunicazioni per non assegnare immediatamente a Retecapri le frequenze SFN per il digitale in Sardegna, la prima regione ad avere la transizione integrale al digitale. Ma le frequenze devono ancora arrivare…
Il Tar Lazio ha fissato per il 15 giugno il ricorso con richiesta di sospensiva presentato da Retecapri contro il Ministero delle Comunicazioni (l’attuale Ministero dello Sviluppo economico), la Direzione generale del Ministero delle Comunicazioni Servizi di Radiodiffusione e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Retecapri contesta la mancata comunicazione per le assegnazioni temporanee dei diritti d’uso delle frequenze digitali in Sardegna, motivate dal fatto che l’emittente, pur avendo presentato la specifica domanda, non ha ancora ricevuto la licenza di operatore di rete. Retecapri chiede di ricevere le frequenze per i due mux in Sardegna insieme a tutte le altre emittenti, evitando un gap di natura tecnica e commerciale difficilmente recuperabile. Insieme ai ricorsi gerarchici in via di autotutela ed i ricorsi davanti alla Giustizia Amministrativa, Retecapri intende sollecitare l’intervento dell’Antitrust, nonché della Corte di Giustizia Europea oltre ad aver già avviato la valutazione da parte dei propri legali di eventuali profili di carattere penale.
Fabiana Cammarano

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