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TV PUBBLICA. IN FRANCIA DIBATTITO ACCESO SU ELIMINAZIONE PUBBLICITÀ. L’OPPOSIZIONE SI DIMETTE

Si riaccende in Francia il dibattito sul futuro di France Televisions. La tv pubblica che a partire dal 2012 dovrà fare a meno degli introiti pubblicitari. Dopo le dichiarazioni del presidente Nicolas Sarkozy che promette, in nessun caso, un aumento del canone tv (al momento di 116 euro), i rappresentanti dell’opposizione (quattro socialisti e due comunisti) si sono dimessi dalla Commissione parlamentare incaricata di studiare soluzioni di finanziamento alternative alla pubblicità. “La Francia semplicemente non ha i mezzi per pagarsi una televisione pubblica senza pubblicità”, ha dichiarato uno dei sei, citato dal quotidiano Liberation. Preoccupazione condivisa anche dall’Associazione dei giornalisti di France 2 (una delle reti del servizio pubblico), che ha sottolineato come “l’esistenza stessa dell’azienda sarebbe in pericolo” se non sarà trovata una fonte di finanziamento “perenne” altrettanto cospicua.
Il dibattito sulla tv pubblica senza spot era stato aperto lo scorso 8 gennaio, quando Sarkozy aveva annunciato, nella sorpresa generale, la volontà di eliminare la pubblicità dalle emittenti di servizio pubblico, rivedendone anche gli obiettivi e i doveri. Da allora, tutti si chiedono dove si potranno reperire fondi per sostituire i ricavi da pubblicità, circa 800 milioni di euro all’anno, un terzo delle risorse di France televisions. Fra le prime ipotesi quella di una tassa sui proventi pubblicitari delle tv private, degli operatori internet e delle telefonia mobile. Ma nulla è stato ancora deciso. Per lavorare al problema era stata creata un’apposita Commissione parlamentare, presieduta dal capogruppo dell’Ump, il partito di maggioranza, Jean-Francois Copé, incaricata anche di rinnovare i piani editoriali del servizio pubblico radiotelevisivo francese. Il progetto dovrebbe conservare l’ identità delle reti pubbliche: France 2, rete ammiraglia e ‘federatrice’, France 3 ‘delle regioni’, France 4 ‘gioventu’ e inovazioné e France 5 ‘del sapere e della scoperta”. La scadenza fissata per la consegna del rapporto finale è il 25 giugno, mentre la nuova legge sulla tv pubblica dovrebbe essere depositata in autunno.
Fabiana Cammarano

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