Con l’accordo sull’accesso a Internet, è saltato l’ultimo ostacolo che impediva il via libera alla riforma europea del settore della telecomunicazioni. “Questa intesa rafforza la concorrenza tra le imprese e la protezione dei consumatori in Europa. Il che si tradurrà in servizi a banda larga migliori e meno cari e in una maggiore tutela per tutti gli utilizzatori di internet”, ha affermato soddisfatta Asa Torstensson, il ministro sve-dese delle Comunicazioni.
Il compromesso, raggiunto nella notte di ieri, dovrà ora superare il voto in plenaria a Strasburgo nella sessione del 23-26 novembre per poi ricevere la benedizione finale dei 27 ministri Ue competenti, si spera entro la fine dell’anno.
Nel tentativo di garantire un ragionevole equilibrio tra l’utilizzo di Internet e la protezione dei diritti d’autore, l’accordo prevede che l’accesso alla rete non possa essere tagliato d’imperio o quasi da nessuno. Qualsiasi intervento anti-pirateria potrà scattare solo se risulterà “appropriato, proporzionato e necessario all’interno di una società democratica”.Le misure restrittive andranno comunque prese “nel dovuto rispetto del principio di presunzione di innocenza e del diritto alla privacy” e soltanto al termine di una procedura equa e imparziale che garantisca il diritto all’ascolto da parte delle persone interessate e, se necessario, anche quello di ricorrere in giudizio.
Ma nel pacchetto di riforma delle telecomunicazioni c’è anche altro. Prima di tutto un rafforzamento dei diritti degli utenti che in un prossimo futuro potranno pretendere, quando cambieranno operatore, di veder trasferito il proprio numero di telefono mobile nello spazio di un solo giorno lavorativo. O che dovranno dare il proprio esplicito assenso all’istallazione di cookies sul proprio computer.
La riforma prevede anche la creazione di un’Agenzia europea (Berec) che avrà il compito di favorire la cooperazione tra i regolatori nazionali e di imporre l’attuazione delle decisioni nazionali relative all’apertura dei mercati e di garantire, infine, lavorando insieme alla Commissione europea, la loro coerenza a livello europeo.
La nuova legislazione comunitaria riconoscerà ai regolatori nazionali il potere di decidere la separazione funzionale dei grandi gruppi telecom, ex-monopolisti pubblici. In particolare, il divorzio tra la rete e i servizi che vi “corrono” sopra.
(Dalla rassegna stampa ccestudio.it)
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