L’ennesimo, gravissimo, episodio di violenza ai danni di giornalisti si è compiuto a Roma in questo fine settimana. Una troupe del programma televisivo Rai di Storie Italiana è stata brutalmente aggredita. Giornalisti e videomaker avevano, agli occhi dei loro aggressori, una evidentemente imperdonabile colpa: stavano facendo il loro lavoro e, nel caso specifico, stavano documentando la presenza di assembramenti nell’area di Ponte Milvio.
Non è la prima volta che accade, da quando è iniziata la pandemia. E, se continua così, non sarà nemmeno l’ultima. A pagare, ovviamente, i giornalisti in prima linea.
Alle vittime è arrivata la solidarietà incondizionata di Associazione Stampa Romana che in una nota ha spiegato: “Stavano documentando possibili assembramenti nella zona di Ponte Milvio. Per impedire con la violenza di fare il loro lavoro, una giornalista e un filmaker di Storie italiane, Raiuno, sono stati aggrediti”.
E ancora: “L’operatore ha riportato un trauma cranico e contusioni. Ogni volta che le tensioni legate al lockdown salgono ne pagano il prezzo i cronisti che cercano di capire come il paese reagisce alle misure messe in campo dallo Stato”.
Infine l’appello di Asr: “Chiediamo alle forze dell’ordine di tutelare e permettere il libero svolgimento del nostro lavoro. Stampa Romana è solidale con i colleghi aggrediti”.
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