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Toscana. Per il Corecom cala l’occupazione nelle emittenti locali

È quanto è emerso dal convegno organizzato da Uncem Toscana, “Dopo un anno di tv digitale terrestre. La tv cambia gli schermi”, svoltosi stamani nell’Auditorium Sant’Apollonia, a Firenze. “La volontà è di andare avanti su tutti i fronti dello sviluppo del Digitale. È stato compiuto un importante passo avanti ma dobbiamo fare meglio, guardando a realtà che sono più evolute di noi come la vicina Emilia Romagna. Che il digitale avrebbe creato problemi in più lo sapevamo ma adesso esiste a va utilizzato al meglio – ha detto in apertura dei lavori Ledo Gori, della Presidenza della Regione Toscana. Se in Toscana è stato fatto un buon lavoro il merito va soprattutto a Uncem Toscana, a Giurlani e ai suoi collaboratori”.

E Giurlani ha rilanciato sottolineando a sua volta l’ottimo lavoro svolto di concerto alle emittenti locali, Ministero dello Sviluppo Economico e Comuni: “Con le tv abbiamo compiuto un percorso comune per ridurre al massimo i disagi per gli utenti. Essere riusciti a riaccendere quasi tutte le emittenti che esistevano prima è stato quasi un miracolo. Ci sono state e ci sono difficoltà economiche per investimenti anche pesanti ai quali sono state costrette le tv “, ha detto Giurlani. Resta del lavoro da fare: “Sul fronte della copertura del segnale c’è ancora da fare molto. Stiamo studiando situazioni di realizzazione di infrastrutture che funzionano bene come quella emiliana. Serve soprattutto una legge regionale sull’editoria che metta ordine nel mercato televisivo ma anche in quello radiofonico e della carta stampata”, ha concluso Giurlani.

Sulle difficoltà di copertura del segnale si è soffermato anche Claudio Dicolo del Ministero dello sviluppo Economico, mentre Sandro Vannini del Corecom ha ricordato dell’ente da lui presieduto per mettere insieme una mappatura delle criticità della copertura in Toscana con il supporto di UNCEM e Anci. Emittenti le cui difficoltà sono confermate dal calo di occupati alle loro dipendenze, passati da 370 nel 2010 ai 325 nel 2011, in ulteriore diminuzione nel 2012. La crisi ha lasciato i suo effetti anche in questo settore.

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