Telecom e Vodafone sotto la lente dell’Antitrust. L’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato sta svolgendo un’indagine sui due operatori telefonici per pratiche commerciali scorrette. I funzionari dell’Autorità hanno effettuato delle ispezioni nelle sedi di Tim e Vodafone, con l’ausilio del Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza. Nello specifico i due operatori starebbero attuando un telemarketing asfissiante, consistente in chiamate continue ai fini di vendita diretta o promozione dei servizi. Gli operatori si avvarrebbero anche di soggetti esterni per le chiamate. Il Codice del Consumo vieta la ripetitività e l’invasività delle sollecitazioni telefoniche. L’attività di telemarketing consiste nel contatto telefonico diretto, svolto mediante operatori commerciali, fra una o più aziende consociate e la clientela, attuale o potenziale, di tali aziende. La finalità di questo contatto è in ogni caso di tipo commerciale, e consiste nella vendita telefonica di beni o servizi, oppure più spesso, nella pubblicizzazione commerciale delle attività e dei prodotti aziendali. In molti casi la telefonata si conclude, in caso di esito positivo, con l’individuazione di un appuntamento di vendita presso il domicilio del cliente o presso gli uffici commerciali dell’azienda. In base all’art.26 del Codice del Consumo le comunicazioni telefoniche invasive sono da annoverare tra le pratiche commerciali considerate in ogni caso aggressive. Perciò non è possibile effettuare ripetute e non richieste sollecitazioni commerciali per telefono, via fax, via posta elettronica o mediante altro mezzo di comunicazione a distanza, se non nelle circostanze e nella misura in cui siano giustificate dalla legge nazionale ai fini dell’esecuzione dell’obbligazione contrattuale.
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