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TELELOMBARDIA: CONTRO GLI INDENNIZZI ‘A PIOGGIA’ DECISI DA PASSERA RICORSO ALLA CORTE UE

Nella bozza del decreto per l’indennizzo al tv locali si prevede lo stesso compenso per tutte le tv, grandi e piccole che siano, che trasmettono su una frequenza compresa fra i canali 61 e 69. Canali che lo Stato ha recentemente messo all’asta per potenziare la banda 4G (Internet senza fili e servizi multimediali per i telefonini) riuscendo a racimolare la bellezza di 4 miliardi di euro. Il problema però è che a dicembre 2010, quando l’allora ministro Tremonti inserì in Finanziaria la gara, già una decina di regioni avevano fatto lo switch off e cioè erano passate dalla trasmissione analogica a quella digitale terrestre. E una parte dello spettro assegnato alle antenne locali, come Telelombardia e Tele Sol Regina, era proprio quello compreso nello slot 61-69. Niente di preoccupante perché il governo avrebbe messo a punto un decreto teso a risarcire le emittenti obbligate a fare i bagagli per lasciare spazio alle Internet key e ai videofonini. Ma la pubblicazione della bozza del decreto non ha placato l’ira di Sandro Parenzo, editore del gruppo televisivo Mediapason, che comprende anche Telelombardia ed è promotore di Servizio Pubblico di Michele Santoro. «Voglio sperare che non sia un’azione premeditata contro di noi (…) Questi del governo, liberando i canali, mettono sullo stesso piano Telelombardia con quelle piccole televisioni dell’amico assessore con due dipendenti, quando vanno bene». «La tv del parroco – ha spiegato Parenzo sul Corriere della Sera – che trasmette per 70 persone una messa e lo stesso film tutti i giorni, riceverà lo stesso indennizzo di Telelombardia che produce informazione in diretta per tutta la giornata in tutto il nord Italia. Non contano né i telespettatori né il costo del personale e neppure la storia aziendale». Il governo, quindi, pagherà la stessa cifra a Telelombardia con 135 dipendenti e a Telesolregina che conta un organico di tre persone e così per il Piemonte (penalizzata Telecupole) e Veneto. «Noi – ha detto Parenzo – abbiamo investito 39 milioni di euro per potenziare il nostro prodotto e ora subiremo danni irreversibili».
Il patron di Telelombardia ha anche annunciato il ricorso alla Corte Europea.
Nella bozza del regolamento l’unico criterio introdotto per individuare il valore di una frequenza (e quindi il relativo rimborso per l’emittente che su quello spazio trasmette) è su base regionale: se in Trentino Alto Adige un canale viene valutato 559 mila euro, in Emilia Romagna si sale a 2 milioni e 300 mila. Testa di serie è la Lombardia, la più popolosa regione d’Italia, dove l’indennizzo sale a 5 milioni e 400mila euro.

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