Categories: GiurisprudenzaTLC-ICT

Telecom si rivolge al Governo: “Stop alla riduzione delle tariffe per l’unbundling”

Telecom appoggia la Commissione Europea nella sua critica rivolta alla riduzione delle tariffe per l’unbundling. Lo ha ribadito Asati, l’associazione dei piccoli azionisti del colosso TLC, in una lettera indirizzata ad Enrico Letta, ai commissari dell’Agcom, ai membri della Commissione Trasporti e Comunicazioni e al Commissario UE per l’Agenda Digitale, Neelie Kroes. Telecom fa eco all’Europa, mettendo l’accento sull’instabilità del quadro regolamentare che deriverebbe dalla riduzione dei prezzi per l’ultimo miglio. In più fa leva sulla necessità del Paese di investimenti per la rete in fibra, che potrebbero essere ostacolati da questa politica regolamentare.

Il discorso si allaccia all’operazione di scorporo della rete, avviata da Telecom Italia con l’approvazione dell’Europa. L’operatore telco, a seguito della notifica sulla riduzione delle tariffe, ha manifestato l’intenzione di sospendere la separazione della rete. L’Agcom si è difesa, sostenendo che le variazioni non riguardano il triennio 2014-2016, per il quale dovranno essere effettuate altre valutazioni. Motivazioni accettate con riserva da Telecom, che ha inviato i documenti sul procedimento all’Autorità, la quale ha dato l’ok preliminare all’operazione. Ma la questione delle tariffe è tornata in voga, quando la Commissione Europea ha specificato che i difetti della delibera sono sostanziali e non meramente procedurali, come asserito dall’Agcom.

Perciò UE e Telecom si stringono attorno all’Autorità. L’Europa vuole una politica uniforme in tutti i paesi per quello che riguarda gli investimenti sulle reti di nuova generazione. E può ottenerlo dall’Italia solo se l’Autorità modificherà il provvedimento in base alla raccomandazione europea sulle metodologie di determinazione dei costi uniformi. Dal suo canto, Telecom vuole accelerare la procedura di scorporo, e può farlo solo attirando l’interesse di grossi investitori. Il principale è la Cassa Depositi e Prestiti, che qualche settimana fa sembrava intenzionata ad entrare nel progetto, al fine di avviare un progetto di implementazione delle infrastrutture in fibra ottica. Ma la Cdp ha ritrattato, probabilmente a causa dell’incertezza del quadro regolamentare. A questo punto la situazione può essere semplificata solo dal BEREC, l’organismo di controllo degli enti regolatori, che a breve dovrebbe indicare all’Agcom le linee guida per la modifica della delibera sulle tariffe dell’unbundling.

Recent Posts

L’AI legge i giornali senza permesso: oltre 300 editori chiedono una legge per fermare i bot

La battaglia tra editori e intelligenza artificiale sta entrando in una fase nuova. Fino a…

1 ora ago

Giuseppe De Bellis sarà il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore

Giuseppe De Bellis è il nuovo direttore de Il Sole 24 Ore. Lo ha deciso…

24 ore ago

Addio ad Andrea Tempestini, il lutto per la morte del vicedirettore di Libero

Una tragedia che scuote Libero e il giornalismo italiano: è stato rinvenuto in casa sua,…

24 ore ago

Edicole, l’Italia rischia di perdere la sua rete dell’informazione: i bonus frenano le chiusure, ma ora serve una riforma

Le edicole italiane sono arrivate a un passaggio decisivo. Continuare a sostenerle con contributi annuali…

1 giorno ago

Google comincia a pagare circa 100 editori per le risposte dell’AI: nasce il prezzo delle notizie lette dalle macchine

Per anni Google ha sostenuto un principio molto semplice nel rapporto con gli editori: indicizzare…

1 giorno ago

Le istituzioni sono responsabile delle notizie riservate pubblicata sui giornali

Con la sentenza del 16 luglio 2026, nella causa C-559/23 P, la Corte di giustizia…

2 giorni ago