Editoria

Tajani pronto a lottare: “Farò di tutto per Radio Radicale”

Qualcosa si muove e per Radio Radicale arriva il sostegno del vicepremier Antonio Tajani. Il ministro degli Esteri, nonché leader di Forza Italia, ha promesso di voler riportare alla somma originaria il valore della convenzione tra l’emittente radiofonica e i due rami del Parlamento. Parole, quelle che arrivano da Tajani, che possono aprire spiragli nuovi sul futuro di Radio Radicale. Che, attualmente, sembra appesa a un filo. Di milioni (mancanti).

A Bruxelles, a margine del Consiglio Ue a cui ha preso parte l’altra sera, Tajani ha promesso che non lesinerà sforzi per garantire sostegno a Radio Radicale. “Io – ha affermato il vicepremier italiano – sono per arrivare alla cifra di otto milioni”. E, ha promesso, “farò di tutto per arrivarci”. Non sarà facile e il ministro degli Esteri lo ammette: “Ci sono sempre trattative quando si fanno le manovre di bilancio, lo ha detto la presidente del Consiglio: io credo che si debba arrivare a raggiungere quella cifra”. Bisognerà pure convincere qualche altro esponente del governo. Tajani afferma di aver parlato della situazione di Radio Radicale “anche con il ministro Giancarlo Giorgetti”. Le trattative, dunque, sono intavolate. Adesso bisognerà tentare di portarle in porto. A sostegno dell’emittente, come dimostrato dai lavori del decreto Milleproroghe, c’è un sostegno che definire bipartisan è ancora poco. Lo ha sottolineato, a ragione, la direttrice Giovanna Reanda. Mai come in questi anni il Parlamento è stato diviso, litigioso, pronto a far baruffa su ogni tema, argomento, discussione. Ma quando s’è trattato di parlare di Radio Radicale, il sostegno è arrivato da tutti. E che ci sia anche nel governo, adesso, lo mette in chiaro proprio Tajani: “Io sono un convinto sostenitore di Radio Radicale da sempre, e quindi mi batterò perché si possa raggiungere la cifra giusta perché Radio Radicale possa continuare a erogare, pure da privato, un servizio pubblico, che è quello sull’informazione della vita politica italiana”.

Luca Esposito

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