Editoria

A La7 non bastano i forfait, giornalisti pronti pure allo sciopero

Torna la tensione a La7, i giornalisti sono pronti a ingaggiare un braccio di ferro con l’editore Urbano Cairo. Accusato di avere, appunto, il braccino un po’ troppo corto. La vicenda è seria. E riguarda gli accordi integrativi aziendali. Che, per l’assemblea dei cronisti dell’emittente cara al patron del Torino, sarebbero stati sistematicamente elusi dal pagamento di forfait ritenuti oltre che “incongrui” addirittura “irrisori”.

La questione è stata dibattuta dall’assemblea dei giornalisti di La7 che hanno incalzato l’azienda. “L’assemblea dei giornalisti de La7 prende atto con sconcerto del rifiuto dell’azienda di riconoscere ai colleghi neoassunti la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale e degli accordi integrativi aziendali, elusi attraverso forfait palesemente irrisori e incongrui”, esordisce la nota che dà conto della riunione dell’organismo aziendale. Che, in sostanza, mette in discussione la strategia del management della tv. “L’assemblea prende atto con altrettanto sconcerto del dietrofront dell’azienda sul pagamento delle incidenze domenicali dopo che al tavolo sindacale aveva comunicato di volersi uniformare a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno riconosciuto ai giornalisti de La7 il diritto a percepire in busta paga questa voce del contratto nazionale così come avviene per tutti i colleghi delle altre testate, anche nel gruppo Cairo”.

Una vicenda che è destinata a trascinarsi se, fin da subito, non verranno presi provvedimenti. L’assemblea dei giornalisti di La7, intanto, si è già portata avanti affidandosi al Comitato di redazione. A cui è stato chiesto di “di attivarsi anche legalmente per ottenere il rispetto dei contratti collettivo e integrativo per i neoassunti e la concreta applicazione della decisione della Cassazione anche per il pregresso”. Tradotto: se c’è bisogno di scioperare, lo si faccia subito. E di fatti spunta la richiesta di “utilizzare con effetto immediato il pacchetto di giorni di sciopero già affidato al Cdr nel caso di esito negativo dell’imminente incontro – sui due punti in questione – in programma con l’azienda”.

Luca Esposito

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