Categories: Editoria

TAGLI ALL’EDITORIA. IL MANIFESTO, DA OGGI SIAMO IN EMERGENZA

Da oggi Il Manifesto è in emergenza. Il grido d’allarme e l’appello per una nuova sottoscrizione a favore del giornale sono lanciati da Valentino Parlato (presidente del Cda della Cooperativa il Manifesto) Mariuccia Ciotta, Gabriele Polo (direttori del Manifesto), mentre nel frattempo il manifesto diventerà “una tribuna pubblica sui nodi della libertà di stampa, sui gravi problemi che oggi caratterizzano il mercato editoriale e sul senso del nostro lavoro giornalistico nel mondo della comunicazione globale”. Il quotidiano da sempre fa i conti con un affannoso “equilibrio economico” ma ora “ad aggravare la situazione, è arrivato il Decreto Tremonti sui finanziamenti all’editoria cooperativa e politica. Un provvedimento che pone le basi per la nostra chiusura dopo 37 anni di difficile ma vitale presenza in edicola. Perché il venir meno del diritto soggettivo ci impedisce di ottenere quelle anticipazioni bancarie sui contributi pubblici, che come sapete arrivano – sarebbe meglio dire, arrivavano – con un certo ritardo. In queste condizioni persino la scrittura di un bilancio diventa esercizio impossibile”.
A preoccupare il giornale “al di là dei danni”, è il “senso politico-culturale del Decreto Tremonti e del regolamento attuativo a esso collegato: la trasformazione di un diritto in una concessione (che dipende dalle disponibilità del bilancio pubblico) è un attacco alla libertà di stampa e un vulnus per la democrazia di questo Paese. Questo se si ritiene – come noi riteniamo – che l’informazione sia un ‘bene pubblico’ e non una merce come un’altra.
Noi siamo intenzionati a batterci fino in fondo per indurre il governo a cambiare strada, varando – ad esempio – una iniziativa parlamentare e una legge che rimetta ordine nella giungla dei finanziamenti pubblici all’editoria, per far sì che la mano pubblica intervenga in aiuto di chi ne ha davvero diritto e si cancellino le confusioni e gli arbitrii di questi anni”. Per questo lanciano una campagna di sottoscrizione chiedendo ai “lettori e a tutti quelli che hanno a cuore il pluralismo dell’informazione di finanziarci, questa volta lo facciamo all’interno di una campagna in difesa di un diritto che non riguarda solo noi e che dovrebbe essere difeso da tutti. In questa campagna chiediamo di sopperire a ciò che lo Stato ci nega. In termini quantitativi circa quattro milioni di euro l’anno, la cui elargizione dipenderà dalla discrezionalità del governo in carica. Da questa campagna dipende la vita del manifesto, ma anche – almeno in parte – la libertà di tutti”. (ANSA)

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