L’aliquota IVA ridotta non si applica alle cessioni di e-book e questo non determina una disparità di trattamento rispetto al regime agevolato previsto per la fornitura di libri digitali mediante un supporto fisico o per i prodotti cartacei. La conferma arriva dalla Corte di Giustizia UE con la sentenza del 7 marzo 2017 nella causa C-390/15, pronunciata a seguito della questione pregiudiziale sollevata dalla Corte costituzionale polacca: in particolare, si chiedeva ai Giudici europei se dovesse considerarsi valido l’art. 98, paragrafo 2 in combinato disposto con il punto 6 allegato III della Direttiva 2006/112, per il fatto che, escludendo ogni possibilità per gli Stati membri di applicare l’aliquota IVA ridotta alla fornitura di libri digitali per via elettronica, tale norma sembrava violare il principio della parità di trattamento.
Secondo i Giudici, negando l’applicazione dell’aliquota IVA ridotta ai servizi forniti per via elettronica “il Legislatore dell’Unione evita ai soggetti passivi e alle amministrazioni fiscali nazionali di dover esaminare, per ogni tipo di servizio elettronico fornito, se esso rientri in una delle categorie di servizi che possono beneficiare di una simile aliquota in forza dell’allegato III alla direttiva 2006/112 modificata”.
Fare editoria non è semplice, non è semplice davvero. Tanti imprenditori di enorme successo sono…
I sindacati dei giornalisti attaccano senza mezzi termini l’aggressione subita dai colleghi Rai a Torino…
La scena di qualche giorno fa in cui un poliziotto è stato assalito da un…
A Torino, al corteo per Askatasuna, c’è stato spazio (anche) per le aggressioni ai giornalisti.…
Mai Dire sciopero: è rottura tra giornalisti e proprietà dell’agenzia, da oggi i lavoratori incrociano…
Usigrai chiude i concorsi Rai, dopo la fine delle prove di selezione per l’assunzione di…