«È “fifty-fifty” mi diceva.
“Cinquanta e cinquanta.
A volte credo che Dio esista.
A volte no.
Vorrei credere nella vita ultraterrena.
Ma ho il timore che alla fine ci sia solo un tasto on-off.
Un clic, la luce se ne va.
E tu non ci sei più.
Per questo non mi è mai piaciuto mettere tasti di accensione sui prodotti della Apple”».
Walter Isaacson racconta al Corriere tormenti di Steve Jobs, il suo interrogarsi sull’aldilà.
È la prima intervista concessa a un giornale italiano dopo aver consegnato all’editore (in Italia Mondadori) la sua biografia del fondatore della Apple.
Lo incontro a Washington, all’Aspen, l’istituto di cui è presidente, dopo essere stato direttore di Timee capo della Cnn.
Parete di vetro a picco sulla rotatoria di Dupont Circle.
Isaacson è in ritardo. Lo sento parlare al telefono nella stanza a fianco.
Ci divide una sottile pannello prefabbricato.
Isaacson fa lunghe pause, ogni tanto usa espressioni d’incoraggiamento, alla fine saluta con voce calda.
Si affaccia sulla porta con un sorriso mesto: «Scusi il ritardo.
Ero con una persona della famiglia.
Piangeva.
È curioso: lui temeva di essere un estraneo per i suoi cari.
E invece ha lasciato un vuoto enorme».
L’Associazione lombarda dei Giornalisti sarà in campo: il 27 marzo le penne lombarde resteranno ferme…
Il Sole tramonta su Gedi. Su quello che doveva essere, con il passaggio agli Elkann,…
Il mondo dell’informazione si prepara a fermarsi in due date chiave: il 27 marzo e…
L’ultimo schiaffo: per il Cdr di Repubblica, la decisione di comunicare l’ufficialità della vendita di…
La parabola è compiuta: “Doveva essere il più grande gruppo editoriale europeo, invece Elkann lo…
Alla fine, gli Elkann hanno veramente venduto Gedi ai greci di Antenna. L’affare è ufficiale:…