Nel corso dell’audizione di ieri in Commissione Cultura della Camera del Sottosegretario Peluffo, l’onorevole Giulietti ha ricordato il disegno di legge sull’equo compenso dei giornalisti freelance che si trova da due mesi all’esame del Governo perché dia il suo parere definitivo. L’argomento è stato ripreso anche dal segretario generale della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana): «L’ampio consenso che si era registrato per una trattazione già in commissione in sede legislativa aveva già prodotto un primo sì dal precedente Governo. Ora è essenziale quello definitivo del Governo Monti, dal quale si attende un atto coerente con le dichiarazioni a sostegno del lavoro oggi contrattualmente più debole».
«Per i giornalisti – ha continuato Siddi – chiamati a prestazioni da lavoro autonomo, l’equo compenso è una misura indispensabile per introdurre nel settore misure di giustizia retributiva e leale competizione nonché condizioni di libertà e indipendenza professionale. Freelance malpagati o costretti alla paura di perdere anche piccole collaborazioni rischiano di vivere sotto pressioni ingiuste scorrette; vere e proprie condizioni di illibertà a cui deve porre riparo la legge e su cui le parti sociali sono abilitate e chiamate a fare la loro parte anche in materia di disciplina collettiva del lavoro giornalistico».
«La legge sull’equo compenso dev’essere perciò uno degli elementi del più ampio processo di riforma dell’editoria a garanzia del pluralismo dell’informazione, dello sviluppo e dell’occupazione professionale regolare, sia nel caso dei giornalisti dipendenti sia di quelli freelance», ha concluso Siddi.
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