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Siddi (Fnsi), apprezzabile riconoscimento funzione informazione. Favorire cambiamenti

Il logo della Federazione nazionale dell stampa

E’ apprezzabile il riconoscimento del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sul ruolo dei giornalisti nella società democratica così come merita attenzione la sua considerazione che “il mondo del giornalismo non è cosa diversa della classe dirigente del Paese”. Lo ha affermato il segretario Fnsi Franco Siddi in seguito alla conferenza di stampa di fine anno del presidente del Consiglio. “Certamente quest’ultima “chiamata” sta sullo stesso piano del ruolo dell’informazione nella società, di cui deve concorrere in maniera seria, rigorosa e plurale a formare l’opinione pubblica, senza mai rinunciare alla fondamentale adesione ai principi della testimonianza della verità e alla rinuncia a qualsiasi peccato di omissione. Il giornalismo vincerà le sue sfide innalzando l’asticella del rigore, della qualità informativa e dell’autonomia professionale. Va dato atto al Presidente Renzi di non aver accettato di intervenire, nella conferenza stampa di fine anno, su descrizioni caricaturali di una professione, oggi in difficoltà per la crisi, chiamata a fare uno sforzo di cambiamento importante nel tempo delle grandi trasformazioni, costretta a condizioni di incertezza di lavoro mai viste prima. Certamente a ogni giornalista, dal più umile cronista al più grande direttore, ai titolari di funzioni di rappresentanza, è chiesto di sapersi confrontare con la realtà senza scivoloni autoreferenziali, sapendo dare un nome il più possibile esatto ai fatti, alle cose, senza speculazioni preordinate. Sicuramente per i media e per il giornalismo cambiamenti radicali sono necessari per sospingere i valori e la funzione dell’informazione professionale e di qualità: dalle leggi per la libertà dell’informazione, alle soluzioni per i conflitti d’interesse, al servizio pubblico radio televisivo, allo stesso ordinamento professionale. Al Presidente Renzi diciamo che gli alibi per nascondere le cose che non vanno possono e devono cadere per tutti.” (Ansa)

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