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SI APRE IL DOPO MALINCONICO: ECCO I TEMI CALDI DEL DIPARTIMENTO EDITORIA

Nuovo stop al Dipartimento dell’editoria in un momento delicato per il settore, con quotidiani e libri in difficoltà sul fronte vendite e ricavi. Le dimissioni del sottosegretario Carlo Malinconico, che aveva preso il posto di Paolo Bonaiuti solo il mese scorso, potrebbero inevitabilmente slittare la trattazione dei dossier aperti, a partire dalle sorti del fondo per i quotidiani di cooperative, no-profit e di partito.

Le risorse si sono assottigliate sempre più nel corso degli ultimi anni e diverse testate sono a rischio chiusura. Per il 2012 sono stati stanziati 138 milioni, ma esclusi gli oneri non riferibili all’editoria restano solo 53 milioni effettivamente a disposizione dei quotidiani. In base al decreto ‘Salva Italia’ dal 2014 dovrà entrare in vigore un nuovo sistema di assegnazione delle risorse, ma fino ad allora rimarrà in vigore il sistema attuale di contribuzione diretta. L’attesa è di una riforma organica del settore, richiesta da tempo da più parti, ma mai varata.
Tra i primi quotidiani a fare i conti con la riduzione del fondo c’è ‘Liberazione’, che ha cessato le pubblicazioni su carta continuando a sopravvivere solo online.
Malinconico, nel corso del suo breve mandato, aveva incontrato i rappresentanti dei lavoratori del quotidiano.

Tra gli altri temi caldi all’attenzione del Dipartimento c’è la liberalizzazione delle edicole, che, prevista in un primo momento nel decreto Salva Italia, aveva spinto gli operatori ad annunciare una serrata di tre giorni, poi sospesa a seguito dell’apertura di un tavolo tecnico a palazzo Chigi. In agenda anche l’informatizzazione delle edicole, che dovrebbe consentire risparmi su più fronti.
All’attenzione del prossimo sottosegretario finiranno anche le convenzioni con la Rai per le minoranze linguistiche e per l’offerta informativa per l’estero e quelle con le agenzie di stampa, che hanno subito riduzioni nell’ultimo periodo.
Altro tema d’attualità la tutela del diritto di autore su Internet, sul quale gli editori chiedono da tempo una regolamentazione.

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