In un’intervista a La Repubblica Michele Santoro taglia corto affermando che Giuliano Ferrara «non ha i numeri (…) dovrà misurarsi col mercato, non potrà vivere di rendita come a Radio Londra (…) Gli manca sempre qualcosa. Per sostituire Biagi l’equilibrio, per sostituire me i numeri, per sostituire Luttazzi la libertà».
Intanto è imminente il debutto del progetto multipiattaforma del tribuno della tv, in onda dal 3 novembre, forte dei sette milioni di euro del contratto con Sky e le altre emittenti e dei 900 mila euro raccolti grazie alla solidarietà del suo pubblico.
Non si può non parlarne.
Santoro è fiducioso, gli esperimenti di Raiperunanotte e Tutti in piedi sono serviti per farsi le ossa. Alla domanda sulla natura partita della trasmissione Santoro risponde di non appartenere all’antipolitica, «ho vissuto nei partiti, ci credo», dichiara Santoro che precisa di essere diverso dal fenomeno Grillo.
Per quanto riguarda il duopolio televisivo Rai Mediaset il conduttore afferma che ormai la tv partita e lottizzata non fa presa sul pubblico e, riferendosi al duopolio, dice che dopo essersi «immolato alla causa della politica non regge più» inoltre «il pubblico televisivo si è rimesso in moto, cambiano canale anche i pensionati, alla ricerca di qualcosa che non c’è o non c’è più su Rai e Mediaset».
Insomma la tv taroccata dai politici avrebbe le ore contate.
Santoro approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa e richiama il presidente Rai Garimberti per l’eliminazione di Annozero e di Parla con me della Dandini, e, nello stesso tempo, aver permesso a Minzolini di trasformare il tg1 in un «Libero audiovisivo» che racconta una «falsa realtà»; per Santoro è l’intera azienda di Viale Mazzini a non funzionare più, «bisogna che la Rai torni davvero tv pubblica, con uno statuto di fondazione che la sottragga dal potere dei partiti».
Per Santoro ci sarebbe lo zampino della politica anche dietro il suo mancato trasferimento a La7 e il mancato accordo pubblicitario tra quest’ultima e Sky per evitare di creare una fastidiosa concorrenza.
«Dal giorno dopo su La7 c’erano già gli spot di Mediaset Premium», sottolinea il conduttore.
Non avrà condizionamenti politici di ogni genere Comizi d’amore che si occuperà del Paese reale, dei suoi problemi e prospettive, non mancheranno le inchieste di Travaglio e le vignette di Vauro; tanta carne al fuoco, d’altra parte «non avere la palla al piede dei politici in studio libera un bel po’ di spazio», afferma Santoro.
Pochi giorni e vedremo di cosà sarà capace.
Di certo all’ex tribuno Rai non mancherà la vis polemica.
Egidio Negri.
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