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SEQUESTRATA RADIO STUDIO 54 PER PROPAGANDA DI IDEE RAZZISTE

Sigilli alla radio locale Radio Studio 54. Tace l’emittente radiofonica fondata da Guido Gheri, il consigliere comunale a Scandicci per la lista civica di destra Voce al Popolo. Il patron della radio è indagato insieme al suo collaboratore Salvatore Buono per diffamazione aggravata e propaganda di idee fondate sull’odio razziale. Il sequestro preventivo è stato disposto dal gip Antonio Pezzuti, su richiesta del pm Christine Von Borries, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Scandicci.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un ex collaboratore della radio, che conduceva una rubrica sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Al termine della trasmissione, sarebbe stato offeso e deriso da Gheri e Buono in diciannove occasioni. «Il mentecatto comunista, lo schiavo del partito democratico. Parla tanto di sicurezza ma la esercita solo nei confronti della destra». Non solo. Il patron della radio, secondo le accuse, ha offeso l’esperto anche nella bacheca della sua pagina di Facebook. Fra l’altro gli sarebbe stato dato del «mentecatto». In base a quanto si apprende, i toni dispregiativi e irridenti contro gli extracomunitari si sarebbero alternati anche ad inviti «a tornare a casa», e all’auspicio che fossero fatti oggetto di interventi dei calcianti del calcio storico fiorentino. I carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro preventivo dell’emittente, che ha dovuto quindi interrompere le trasmissioni.

Ma il lavoro degli inquirenti non si è fermato qui. A dare nuovo impulso alle indagini sono state le denunce di alcuni ascoltatori di Radio Studio 54, irritati dagli insulti rivolti agli extracomunitari in alcune trasmissioni mattutine tra gennaio e aprile 2011: «I tg regionali ci hanno fracassato con ‘sti zingari, hanno intervistato quella gente che ci troviamo ai semafori o a scippare le persone per Firenze….. Non si può accettare di avere per le strade questa gente che campa andando a rubare. Devono ritornare al proprio paese». Da qui la richiesta di sequestro dell’emittente.

«È un provvedimento eccessivo – esclama il difensore di Gheri e Buono, l’avvocato Paolo Florio – Si chiude una radio ma cinque dipendenti dell’emittente rischiano di perdere il lavoro. Faremo ricorso al tribunale della libertà». A fine maggio, Gheri sarà a processo a Firenze anche per un’altra vicenda: avrebbe diffamato, sempre attraverso la radio, il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Riguardo l’indagine che ha portato al sequestro dell’emittente, Florio ha annunciato ricorso, spiegando che «da un anno, l’uomo che ha presentato la querela pubblica su Facebook e su YouTube frasi e video non lusinghieri su Gheri, che ha solo reagito ad offese continuate e pesanti. In ogni caso, al limite si doveva sospendere la trasmissione di Gheri e non chiudere la radio». Riguardo l’odio razziale, secondo l’accusa Gheri avrebbe parlato, tra l’altro, di «zingari che campano rubando», di stranieri che «vengono a romperci i …» e a cui si dovrebbe far dare «una scarica di botte». «Sono frasi grossolane – ha spiegato l’avvocato – ma, ammesso che le abbia pronunciate, che non sono state dette con l’intenzione di istigare l’odio razziale nè con spirito razzista. Questa accusa è un po’ forzata, chi conosce Gheri lo sa. Lui stesso ha condotto anche molte trasmissioni a sfondo sociale, chiamando gli extracomunitari a raccontare le loro esperienze». «Sono accuse false, completamente infondate». Lo ha detto Guido Gheri, patron della radio fiorentina sequestrata. «Io faccio parlare tutti, faccio parlare il popolo – ha detto Gheri -. Siamo di fronte al primo caso in Italia di radio chiusa perchè ospita una trasmissione, la mia, che va contro il sistema, non importa se di destra o di sinistra».

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