Adesione altissima da parte dei lavoratori Ericsson per lo sciopero indetto ieri da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni. Ben quattro i presidi più corposi: a Milano davanti al consolato svedese, a Genova, Roma e Napoli di fronte alle sedi dell’azienda.
“Da molto tempo i sindacati chiedono un tavolo di confronto vero con l’azienda che continua invece a comunicare il numero dei lavoratori da licenziare. L’azienda deve smetterla con tale arroganza“. Recita così una nota della segreteria nazionale di Slc Cgil.
Secondo quanto espresso dalla nota e dalle organizzazioni sindacali, esiste la possibilità di dialogo sulle ragioni che hanno portato allo sciopero, “a cominciare dalle cause che stanno generando continui esuberi (e che vanno superate)”. Tuttavia, denunciano, “un vero rilancio dell’azienda e la tutela della professionalità dei lavoratori risiede anche nella messa al bando di pratiche quali offshoring, nearshoring, delocalizzazioni, consulenze“.
A conclusione la nota rilasciata da Slc Cgil spiega che è possibile formare e riconvertire i lavoratori piuttosto che licenziarli o rimpiazzarli: “Le eventuali eccedenze siano gestite attraverso esodi incentivati e contratti di solidarietà. Se l’azienda non recede, saremo costretti ad alzare il livello della conflittualità”.
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