Editoria

Sciopero della firma al Tgr dell’Emilia Romagna

Sciopero della firma al Tgr dell’Emilia Romagna. Tutto questo perché, al solito, mancano giornalisti, la redazione è al di sotto dei minimi e ci sarebbe un caso legato al “conteggio” delle unità effettivamente assegnate al telegiornale regionale. La questione la spiega, in una nota, il Coordinamento dei comitati di redazione dell’Usigrai, che parla apertamente di un “conteggio fittizio” che fa figurare, come assegnato al tg, un giornalista in più rispetto a quelli che, effettivamente, sono chiamati a lavorarci ogni giorno.

“Oltre ai vuoti negli organici che praticamente tutte le redazioni della Tgr da mesi, se non anni, devono sopportare – vista la lentezza con cui stanno procedendo le chiamate dei vincitori della selezione interna – la Tgr Emilia-Romagna da più di un anno deve fare i conti con un’ulteriore carenza: un collega assegnato alla cura di una rubrica nazionale (e che quindi non può fornire alcun contributo) viene fittiziamente conteggiato dall’Azienda in forza effettiva alla redazione”, tuona la nota Usigrai. Che denuncia: “Un trucco contabile per nascondere questa carenza di organico (in tutto la redazione è -4 rispetto alla quota fissata dagli accordi Rai-Usigrai) e per risparmiare un’assunzione”. Di fronte a questa situazione, per l’Usigrai, non ci sarebbe stato alcun momento di confronto: “In questi mesi l’Azienda ha eretto un muro e non ha voluto nemmeno discuterne col sindacato. Per questo, dopo un lungo stato di agitazione – e dopo essersi sobbarcati per mesi gli ulteriori carichi di lavoro derivanti da questa situazione – oggi le giornaliste e i giornalisti della sede di Bologna ritirano le firme in segno di protesta e leggono un comunicato sindacale ai telespettatori”.

Ai giornalisti in sciopero della firma del Tgr Emilia Romagna è giunta anche la solidarietà dell’Aser. Il direttivo dell’Assostampa emiliana ha espresso “la massima vicinanza e piena solidarietà” ai colleghi della testata regionale e si è auspicata “che la Rai risolva al più presto la difficile situazione dell’organico”.

Luca Esposito

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