Finalmente si è sbloccata l’impasse della Commissione di Vigilanza Rai. Sono state le giunte per il regolamento di Camera e Senato a spianare la strada allo scioglimento dell’attuale Commissione, riconoscendo ai presidenti delle Camere «il potere di procedere al rinnovo integrale dell’organo», al fine di garantirne il funzionamento (dopo le dimissioni di 37 componenti su quaranta). Il Pdl si è espresso per la conferma dell’intesa raggiunta per dare la presidenza della nuova Vigilanza a Sergio Zavoli. Il Pd ha sostituito Riccardo Villari con Mauro Ceruti e confermato Zavoli tra i suoi membri in Commissione.
Sulla nomina del Cda della Rai, però, pesa l’incognita della pronuncia, il 28 febbraio, della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione richiesto dalla Commissione di Vigilanza nei confronti del Tesoro, sulla revoca del consigliere Rai nominato dall’azionista.
L’ex presidente della Vigilanza e deputato del Pdl, Mario Landolfì, avverte: «Se la Corte costituzionale dovesse stabilire che il governo non solo non può revocare ma nemmeno nominare un membro del Cda Rai si verrebbe a creare un vuoto normativo e si imporrebbe, nelle more dell’approvazione di una nuova legge, la proroga dell’attuale Cda Rai». Nominare comunque il nuovo Cda prima del 28 febbraio significa rischiare di farlo eventualmente delegittimare dalla decisione della Consulta oltre a condizionare indirettamente la stessa Corte costituzionale.
Fabiana Cammarano
Nei capitoli precedenti abbiamo analizzato la cooperativa giornalistica soprattutto sotto il profilo della sua organizzazione:…
“Andrei a cena pure con Totò Riina”, ha detto Sigfrido Ranucci a chi gli rimproverava…
L’estate sta finendo, è tempo di tornare a scuola ed è già polemica per l’ennesimo…
Per anni la trascrizione automatica è stata una funzione utile ma imperfetta. Si registrava una…
L’unica certezza, sempre che si possa definire tale, è che Sigfrido Ranucci non sarà più…
La pubblicità online di giochi e scommesse sta diventando un terreno sempre più difficile da…