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SARDEGNA, A MEZZANOTTE ADDIO AL SEGNALE ANALOGICO

Tutto pronto in Sardegna per lo storico passaggio dalla televisione analogica a quella digitale. Il primo switch-off territoriale per tutte le tv nazionali e locali è previsto questa notte alle 24 nella parte sud-orientale dell’isola (Sarrabus e Ogliastra) e per la sola Raiuno nel Medio Campidano, Sulcis Iglesiente e nella zona di Cagliari. Il processo per il definitivo passaggio al digitale si completerà il 31 di questo mese, quando anche nell’Oristanese, Nuorese e nel Sassarese occorrerà il decoder per poter vedere tutti i programmi tv. E nei negozi specializzati e supermarket continua in questi giorni la ressa per l’acquisto dell’apparato senza il quale dal primo novembre si diventa “orfani forzati” della Tv. Per tutti coloro che pagano il canone Rai, continuano a valere le agevolazioni nell’ acquisto del decoder (a prezzo scontato previa esibizione del bollettino di pagamento del canone). Le maggiori televisioni locali si sono già attrezzate tecnicamente per spegnere il segnale analogico e accendere quello in isofrequenza, effettuando investimenti importanti, soprattutto per cambiare il sistema esterno di trasferimento ed emissione del segnale. “Siamo pronti a rispettare il calendario dato dal Ministero – fa sapere l’amministratore delegato di Videolina, Enrico Rais – dal primo novembre ci saranno 150 canali in Sardegna, sarà molto più dura stare sul mercato e occorre diventare sempre più locali”. “Vi sono dei passi che devono essere effettuati nel momento dello spegnimento del segnale analogico e non prima – spiega Mario Tasca, direttore di Sardegna Uno – e vi è una certa incertezza soprattutto perché potrebbero nascere dei problemi sui ripetitori del segnale con la nuova tecnologia. Ci incuriosiscono le nuove prospettive del mercato che sta per aprirsi – ha continuato – ma per la messa a regime del sistema occorrerà attendere almeno sino all’inizio del prossimo anno”. Secondo Maurizio Carta, direttore di rete di Cinquestelle Sardegna “si tratta di una trasmissione sperimentale perché nessuno, oltre la telefonia mobile, utilizza l’isofrequenza per la trasmissione tv e potrebbero esserci problemi di ricezione soprattutto nei bacini adiacenti. L’aspetto da non sottovalutare – ha detto Carta – è che, se non cambia la normativa, le tv locali andrebbero a pagare nuove tasse governative per la trasmissione del segnale sull’ordine di 500 mila euro all’anno per coprire i punti principali in Sardegna”.

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