Editoria

Sae in pole per La Stampa, le richieste di Cdr e Fnsi

Sae si aggiudica la due diligence per La Stampa, piazzandosi così in pole position per l’acquisizione. Il Gruppo Sapere Aude Edizioni ha ottenuto di avanzare un’offerta esclusiva. Sarebbe l’ennesimo affare di Sae dalla smobilitazione di Gedi decisa dagli editori Elkann-Agnelli. Il comitato di redazione ha salutato la decisione come “un punto di svolta” nella trattativa sul futuro del quotidiano torinese. “Usciamo da mesi in cui non abbiamo avuto da Exor né trasparenza né verità. Noi non abbiamo pregiudizi ma vogliamo che ora si apra una nuova stagione di chiarezza”, si legge in una nota redatta proprio dal Cdr. Che mette sul tavolo dei temi importanti: “Per rispondere alle preoccupazioni emerse durante l’Assemblea delle giornaliste e dei giornalisti del nostro quotidiano, abbiamo numerose domande da porre al gruppo Sae che si candida ad acquistare il giornale”. Ecco le richieste: “Chiediamo garanzie sulla libertà e l’indipendenza dell’informazione che da sempre ci caratterizza e sugli attuali livelli occupazionali e salariali, il rispetto degli accordi aziendali in essere, la conferma dell’attuale articolazione delle nostre redazioni, l’esatto perimetro aziendale che si intende rilevare, e una chiara indicazione degli assetti finanziari, degli eventuali soci che accompagneranno in questa operazione e di quanto contano di investire nel progetto e degli investimenti che saranno messi in campo”. Ma non è tutto: “Chiediamo soprattutto quale sia il piano industriale, il disegno complessivo di sviluppo della nostra editrice e anche come si vogliano regolare le relazioni sindacali. Chiediamo che la partita cruciale in cui si gioca il nostro futuro si svolga d’ora in poi finalmente a carte scoperte. E che chi ci compra abbia chiaro che cosa è La Stampa e che valore rappresenta per il territorio, per il giornalismo italiano e per il Paese”. Al fianco dei giornalisti di La Stampa in attesa di sapere di più sull’eventuale passaggio del giornale a Sae, si schiera la Federazione nazionale della Stampa Italiana. Che mette tutti sull’avviso: “La Federazione nazionale della Stampa italiana, che fin dal primo momento ha seguito le vicende riguardanti lo spolpamento di Gedi, continuerà ad occuparsi con attenzione e rigore della cessione de La Stampa al gruppo Sae. Quando si tratta di occupazione e della sua tutela nelle cessioni ci sono due aspetti che valgono: l’osservanza delle norme, in questo caso il codice civile, e un business plan adeguato per supportare a lungo termine, senza improvvisazione, i livelli occupazionali consegnati”. Ma non basta: “Tra giornalisti e non giornalisti La Stampa – sottolinea la Federazionale nazionale della stampa italiana – ha 276 dipendenti con un costo del lavoro di milioni di euro, redazioni distaccate e un posizionamento alto nel panorama dell’informazione italiana. È a questi criteri che deve rispondere Sae, editore al quale è stata concessa in esclusiva la due diligence sulla testata del gruppo Gedi. La Fnsi sarà al fianco dei colleghi della Stampa impegnati in questo momento nella richiesta a Sae di tutele certe, economiche e occupazionali. Il Piemonte è terra di concretezza ed è concretezza, e non piani velleitari, ciò che si chiede a chi si accinge ad acquistare La Stampa”.

Luca Esposito

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