Editoria

Rossi: “Rai3 non è più la rete dell’ideologia” e scoppia la bagarre

“Rai3 non è più la rete dell’ideologia”: la frase dell’ad Rai Giampaolo Rossi fa scoppiare l’ennesima polemica a viale Mazzini. Ha parlato a Il Foglio, l’amministratore delegato Rai. A cui ha detto che la terza rete non rappresenta più un baluardo per la sinistra e che, pertanto, quell’audience s’è trasferita “premiando” la linea più marcata di La7. Una considerazione che colpisce due reti con un pugno di parole. E che fa litigare i politici. Al Foglio Rossi ha spiegato: “Oggi La7 è una rete che è cresciuta tantissimo negli ultimi anni con un forte e molto abile posizionamento, con un forte taglio culturale e il ragionamento che ha fatto Mentana, penso di averlo interpretato così, un tempo questo ruolo lo copriva Rai3, adesso Rai3 è diventata un’altra cosa e quindi quel pubblico che ha una forte caratterizzazione, potremmo dire ideologico-culturale, si è trasferito su La7”.

Quindi Rossi ha rivendicato ciò come un trionfo. “Da amministratore delegato della Rai, lo rivendico come un grande successo mio. Perché? Perché Rai 3 negli ultimi 15 anni era un’anomalia del servizio pubblico. Al di là del valore di molti prodotti, al di là del valore professionale di molte persone che ci lavoravano, era quella che voi giornalisti chiamavate TeleKabul. Un canale diverso rispetto alla rete di Angelo Guglielmi, che doveva raccontare il sociale. Da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dell’ideologia”.

Le considerazioni di Rossi alla Festa dell’innovazione de Il Foglio su Rai3 hanno aperto un fronte di scontro che ha coinvolto l’intero arco parlamentare. E che è arrivato dritto in consiglio d’amministrazione Rai. Tra gli altri, a criticare l’ad, pure Roberto Natale. “Assieme a una condivisibile rivendicazione del ruolo del servizio pubblico come pilastro dell’industria nazionale dell’immaginario, con risorse scarse in un mercato sempre più affollato e competitivo, Rossi fornisce un’analisi inaccettabile dell’esperienza di Rai3: rivendica incredibilmente come suo grande successo la fuga di spettatori che la rete ha subìto a favore de La7; liquida gli ultimi 15 anni di Rai3 come ’un’anomalia del servizio pubblico… che da grande canale del sociale si era trasformata nel grande canale dell’ideologia.. una rete appaltata a un blocco ideologico e culturale ma finanziata con i soldi pubblici”. E dunque: “Queste parole non solo offendono i tanti professionisti – non militanti politici – che negli ultimi 15 anni, su Rai3, hanno portato al servizio pubblico ascolti e credibilità, ma sono in radicale contraddizione con le linee-guida editoriali che, a inizio mandato, questo CdA ha approvato all’unanimità e che indicano tra gli obiettivi principali quello di restituire un’identità definita a Rai2 e – per quel che riguarda l’approfondimento informativo – soprattutto a Rai3”.

Luca Esposito

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