«Annullare» quanto fatto per assegnare le frequenze Tv e «ripartire da zero su un percorso amministrativo ormai in dirittura d’arrivo rischia solo di riaprire una procedura d’infrazione con l’Ue, creare incertezza nel settore, esporre l’Italia al rischio di azioni risarcitorie dagli attuali partecipanti e soprattutto mettere a rischio gli investimenti che gli operatori possono programmare su quelle risorse frequenziali». Lo afferma l’ex ministro Paolo Romani, intervistato dal Giornale dopo che la Lega ha annunciato di essere pronta a votare col Pd per l’asta delle frequenze tv.
Romani spiega poi che il ‘beauty contest’ «è il passo finale per chiudere una procedura d’infrazione europea per la presunta ‘chiusura’ del sistema tv italiano. Ne derivava la necessità di recuperare frequenze assegnate per poter dare la possibilità a nuovi entranti di accedere al mercato. Un’asta avrebbe favorito chi è già presente da anni sul mercato. Passera – aggiunge – saprà sicuramente valutare qual è il sistema più corretto per incentivare gli investimenti privati per le caratteristiche di un settore che si articola in due mercati totalmente differenti, Tlc e Tv, per dimensione economica, modelli di business e tempi di rientro degli investimenti».
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