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Robot in redazione, i giornalisti si interrogano

I giornalisti si interrogano: i robot e l’intelligenza artificiale rappresentano o no una minaccia per le redazioni? Se ne parlerà venerdì 29 settembre 2023 dalle 9 alle 14, presso la sala “Walter Tobagi” nella sede della Federazione nazionale della Stampa italiana in corso Vittorio Emanuele II n° 349, Roma. Dove è in programma il corso di formazione che è intitolato: “Intelligenza artificiale e il lavoro giornalistico. I robot in redazione: opportunità o minaccia? Come utilizzare deontologicamente al meglio il Machine Learning nella professione”.

I relatori del corso, moderato dal consigliere nazionale della Fnsi Tommaso Polidoro, saranno: il direttore della Scuola di giornalismo di Urbino Giampiero Gramaglia, la giornalista e conduttrice Rai Barbara Carfagna, Giulia Pozzi (giornalista e senior analyst per NewsGuard, organizzazione attiva nel contrasto alla disinformazione), Baldo Meo (direttore relazioni esterne e rapporti con i media del Garante per la privacy), il giornalista Stefano Feltri, il direttore dell’agenzia Askanews Gianni Todini, il direttore del quotidiano online Formiche.net Giorgio Rutelli, il caporedattore e il vicecaporedattore Esteri di Mediaset, LucaRigoni e Alfredo Macchi.

Insomma, sarà un’intera giornata di lavoro dedicata appunto a valutare quale potrebbe essere l’impatto di una scelta, già assunta in Europa da un colosso come Axel Springer per quanto riguarda nientemeno che la Bild, di affidare il compito dei giornalisti ai robot e all’intelligenza artificiale. Una prima conseguenza s’è già intravista, proprio nel caso del maggior quotidiano tedesco: 200 giornalisti a casa e rimpiazzati da robot.

Nel corso del seminario, organizzato con ForMedia, si legge nell’annuncio dell’appuntamento, “verrà analizzato quale sarà il ruolo dell’AI e le possibili ripercussioni sui posti di lavoro. Saranno elencate le sfide e i rischi sulla disinformazione e sulla qualità e trasparenza della notizia, oltre ai potenziali pericoli sia in termini di informazione che dal punto di vista etico”.

Luca Esposito

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