Riforma della Rai. Nessuna formula magica, la Legge Gasparri aveva già disposto tutto…

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canone-raiPuò succedere che il Governo e il legislatore si dimentichino delle legge esistenti, mentre parlano di grande riforme, di cambiare il Paese, la vota buona, e state tutti sereni, molto sereni. Sicuramente sta succedendo in questi giorni con la Rai; da un lato la modifica della governance della società di Viale Mazzini con maggiori poteri al Governo, come se il pluralismo dovesse per definizione corrispondere alla lottizzazione politica e, dall’altro, la questione della cessione degli impianti di trasmissione a Mediaset. Si riapre, quindi, il grande cantiere della riforma della Rai, dimenticando quello che una legge della Repubblica italiana prevede: da 11 anni. Una locuzione latina diceva che ignorantia legis non excusat e, allora, è utile rileggere cosa prevede, perché è tuttora in vigore, l’articolo 21 della legge 3 maggio 2004, n. 122, più nota, anzi famigerata, come la legge Gasparri: il titolo, emblematico dell’articolo è: “Dismissione della partecipazione dello Stato nella RAI-Radiotelevisione italiana Spa”. Riporto, pedissequamente, i primi due commi: “Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge è completata la fusione per incorporazione della RAI-Radiotelevisione italiana Spa nella società RAI-Holding Spa. Ai fini di tale operazione, i termini di cui agli articoli 2501-ter, ultimo comma, 2501-septies, primo comma, e 2503, primo comma, del codice civile, sono dimezzati. Le licenze, autorizzazioni e concessioni di cui è titolare la RAI-Radiotelevisione italiana Spa saranno, per effetto della presente legge, trasferite di pieno diritto alla società incorporante, senza necessità di ulteriori provvedimenti. Per effetto dell’operazione di fusione di cui al comma 1, la società RAI-Holding Spa assume la denominazione sociale di RAI-Radiotelevisione italiana Spa e il consiglio di amministrazione della società incorporata assume le funzioni di consiglio di amministrazione della società risultante dalla fusione. Le disposizioni della presente legge relative alla RAI-Radiotelevisione italiana Spa si intenderanno riferite alla società risultante dall’operazione di fusione. Entro quattro mesi dalla data di completamento della fusione per incorporazione di cui al comma 1 è avviato il procedimento per l’alienazione della partecipazione dello Stato nella RAI-Radiotelevisione italiana Spa come risultante dall’operazione di fusione di cui al comma 1”. Di 4 mesi ne sono passati una trentina, si sono succeduti, nell’ordine, Berlusconi, Prodi, Berlusconi, Monti, Letta e Renzi. Sono cambiati 4 Presidenti delle camere e del Senato, 4 commissione parlamentari di vigilanza, della Rai si è detto tutto quello che era possibile dire. Ma nessuno si è mai ricordato di leggere un articolo di una legge della Repubblica italiana. A dimostrazione che il diritto è sempre più liquido.

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