Rassegna Stampa del 11/01/2019

0
255

Indice Articoli

«Rai, mancano sinergie tra le reti»

Corriere della Sera

Renato Franco

link

L’ anno scorso aveva gli incubi per il ritorno in tv dopo la chiusura, tra le polemiche, del suo Parliamone… sabato . Ma anche quest’ anno non è che vada meglio: oggi parte su Rai1, sempre tra le polemiche, il suo Superbrain che troverà su Rai2 la concorrenza (in replica) della serie The Good Doctor, fortemente voluta dal direttore di rete Freccero e fortemente osteggiata da Lucio Presta, manager (e marito) della conduttrice, con tanto di annullamento della presentazione del programma in segno di protesta. Freccero dice che chi sostiene che lui faccia controprogrammazione è un imbecille. Paola Perego, è stupida anche lei? «Sì, mi dichiaro ufficialmente imbecille. In realtà mi dispiace che in Rai non ci sia sinergia tra reti e programmi: l’ importante è la somma degli ascolti, invece qui ogni rete sembra una società a parte. Credo che non abbia senso e non si faccia il bene dell’ azienda a mettere uno contro l’ altro programmi che si rubano share. Ho lavorato tanto anche a Mediaset e lì non funziona così». Suo marito non è il tipo da tenersi in disparte. Teme che le sue reazioni la danneggino? «No, però appena si accende qualche polemica non gli chiedo nemmeno come reagirà, vado a leggere direttamente il suo profilo Twitter. Un tempo Lucio si incendiava di più, oggi è più ironico, ma in compenso non si tiene dentro niente». «Superbrain» è una gara tra supermenti, c’ è una giuria diversa ogni settimana, al suo fianco il comico Francesco Paolantoni. «Quando vedo questi concorrenti mi rendo conto di quanto poco usiamo il nostro cervello, abbiamo capacità straordinarie che non sappiamo sfruttare». La Rai le aveva promesso anche altri programmi che non sono arrivati: è delusa? «No, però ero scettica e comunque accetto il gioco. In Rai cambiano spesso i referenti e capisco che chi viene dopo non voglia sentirsi obbligato a condividere le idee di altri». In tv conta di più la tenacia, il talento o la raccomandazione? «La raccomandazione senza talento ha vita breve: sei una meteora, passi e sparisci. Penso che conti anche la fortuna, chissà quante Paole Perego ci sono che non ce l’ hanno fatta». La sua fortuna? «Vengo da Brugherio, da una famiglia semplice, non conoscevo nessuno. Ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto». A soli 52 anni è già diventata nonna. Le fa «impressione» invecchiare? «Mia figlia è sangue del mio sangue e mio nipote in un certo senso è un proseguimento di me: questo mi rende felice. Sono serena anche quando vedo arrivare una ruga in più: perdi qualcosa a livello fisico, ma acquisisci consapevolezza e serenità». Un suo pregio e un suo difetto? «Penso di essere una persona buona e generosa, la cattiveria non fa parte del mio carattere. Il difetto è la testardaggine: non mollo mai». Anche suo marito pare uno così… «Infatti non ci annoiamo mai».

Pubblicità in crescita e La7 fa il pieno in tv

Il Sole 24 Ore

Andrea Biondi

link

Buone notizie e, come dice Alberto Dal Sasso di Nielsen anche «in parte inaspettate» per il mercato pubblicitario a novembre: +2,5% nel singolo mese (+1,2% senza Google e Facebook) e +2,1% nel cumulato gennaio-novembre (stabile senza search e social). Se il trend fosse confermato l’ anno chiuderebbe «vicino al +2%», risultato «di buon auspicio per un 2019 senza eventi sportivi». Quanto ai settori più rappresentativi, nel periodo cumulato bene bevande e alcolici (+11,8%) e distribuzione (+3,1%); all’ opposto alimentari (-1,9%), abbigliamento (-6,3%) e tlc (-5,3%). Riguardo ai mezzi, perdono carta stampata (-6,2% i quotidiani e -8,1% i periodici), outdoor (-9,7%) e direct mail (-6,2%). Tutti in positivo gli altri, fra cui la radio (+5,3%) e la tv con un +1% sopra i 3,4 miliardi (su 5,64 totali del mercato senza Facebook e Google). In questo novero, gli 11 mesi dell’ anno sono negativi solo per la Rai (-3,6% a 650 milioni anche se nel singolo mese ha guadagnato l’ 1,5%). In crescita invece Mediaset (+1,8% a 1,97 miliardi di euro, ma -0,9% nel singolo mese), Sky (+1,9% a 441,9 milioni), Discovery (+1,2% a 230,9 milioni) e soprattutto La7 (+7,3% a 150 milioni e +23,3% nel solo mese di novembre), evidentemente avvantaggiata dall’ arroventarsi del clima politico, core business dei suoi talk. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

La Rai resta più che mai in mano ai partiti

Italia Oggi

CARLO VALENTINI

link

La Rai è un camaleonte, muta colore e si adatta alle situazioni. È riuscita a passare, imperturbabile, attraverso tutte le vicende del dopoguerra ed è ancora in piedi, ben assestata. All’ epoca delle privatizzazioni si sprecarono fiumi d’ inchiostro: sul mercato tutta l’ azienda o solo due reti? Con lo Stato che dovrebbe o no tenere la golden share? E via dibattendo finché la privatizzazione ha lasciato il posto alla meno impegnativa trasformazione: la Rai sarebbe diventata meglio della Bbc, solo programmi di buona qualità e volano per l’ industria culturale del Paese. Una missione che Matteo Renzi affidò ad Antonio Campo Dall’ Orto, manager con esperienze in Viacom, Mtv, La7, Telecom Media, avulso dalla politica, insediato con grandi aspettative sulla poltrona di direttore generale. Egli si mise diligentemente al lavoro per far correre il pachiderma. Ma l’ impatto con l’ atavica struttura interna dell’ emittente pubblica e il mancato, risoluto sostegno (alla prova dei fatti) della politica riuscirono a sconfiggere anche lui e il suo progetto innovativo. Poi altro capitolo, caratterizzato dalla tamburellante campagna del cambiamento guidata dai grillini, che su questo fronte significava cancellare la presa dei partiti sull’ azienda. Invece, dopo l’ insediamento del governo, le nomine sono avvenute nel modo tradizionale: una rete a me e l’ altra a te, coi direttori dei Tg scelti in base alla vicinanza partitica. C’ è chi si scandalizza (sul fronte dell’ opposizione) perché un direttore di rete indicato dai 5stelle ha dato il benservito a due comici che satireggiavano sui ministri grillini: una decisione certamente criticabile ma perché quando questi partiti erano al governo non hanno privatizzato la Rai e in più abbandonato il direttore generale che la voleva indipendente e fortemente caratterizzata come impresa multimediale? Stesso ragionamento per l’ altro direttore di rete, in quota Lega, che intende sostituire Fabio Fazio, inviso a Matteo Salvini, con Belén Rodriquez. Il programma di Fazio, stipato di ospiti che si autopromuovono, può piacere o meno ma le decisioni sul palinsesto vanno prese sulla base di valutazioni tecniche e non politiche. Al di là di queste decisioni dei direttori, non si parla più di privatizzazione né di rinnovare le strategie dell’ azienda nell’ ambito dell’ industria culturale e multimediale né di emanciparla finalmente dai partiti. Semplicemente sono cambiati gli affittuari e il camaleonte, ancora una volta, se la ride.

Pubblicità, gli 11 mesi a +2,1%

Italia Oggi

MARCO LIVI

link

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di novembre in crescita del 2,5% (+1,2% senza search e social), portando la crescita nel periodo cumulato gennaio-novembre a +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’ andamento nei primi 11 mesi dell’ anno è stabile. «Alla luce dell’ andamento del mercato, il mese di novembre ci ha portato notizie buone e in parte inaspettate», spiega Alberto Dal Sasso, ais managing director di Nielsen. «Nonostante la fine annunciata del Quantitative easing, il braccio di ferro del governo con l’ Ue e i segnali di minore crescita del pil a cui assistevamo due mesi fa, il mercato pubblicitario ha messo comunque a segno una buona crescita». Relativamente ai singoli mezzi, la tv a novembre cresce del +1,9%, portando al +1% la variazione per il periodo cumulato. Exploit per la Go Tv, che ha chiuso i primi 11 mesi su del 13%. Sempre in negativo i quotidiani, che nel singolo mese perdono l’ 11,4% e consolidano il periodo gennaio-novembre in calo del 6,2%. Stesso andamento per i periodici, sia a novembre che nel periodo cumulato, con flessioni rispettivamente del 3,4 e dell’ 8,1%. Consolida l’ andamento positivo la radio, grazie a una crescita del 7,2% a novembre e del 5,3% negli 11 mesi. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’ intero universo del web advertising chiude il periodo cumulato gennaio-novembre in positivo a +8,1% (+5% se si escludono il search e il social). In crescita il cinema (+13,3%) e il transit (+12,7%)mentre rimane in calo l’ outdoor (-9,7%). Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 13 in crescita, con un apporto di circa 171 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio-novembre. Alla buona performance di bevande e alcolici (+11,8%), distribuzione (+3,1%) e media ed editoria (+8,9%), si contrappongono le frenate di alimentari (-1,9%), abbigliamento (-6,3%) e telecomunicazioni (-5,3%). Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita, continua l’ andamento positivo del tempo libero (+31,6%), elettrodomestici (+24%) e servizi professionali (+21,2%). Relativamente all’ andamento nel singolo mese di novembre, buone performance per farmaceutici (+10,8%), finanza/assicurazioni (+14,1%) e moto/veicoli (+24,9%). «Il mercato a dicembre negli ultimi tre anni è sempre cresciuto», conclude Dal Sasso. «Se si dovesse confermare anche per il 2018, l’ anno, come previsto, si chiuderà vicino al 2%. Questo risultato sarebbe di buon auspicio per un 2019 privo di eventi sportivi mediaticamente rilevanti ma contraddistinto dallo spartiacque delle elezioni europee: un appuntamento che potrebbe attenuare quel clima di incertezza che ci accompagnerà fino a primavera». © Riproduzione riservata.

Tv: +1%. Rai -3,6%, Discovery +1,2%, Mediaset +1,8%, Sky +1,9%, La7 +7,3%

Italia Oggi



link

Un novembre 2018 in crescita per la raccolta pubblicitaria della televisione italiana. Nel complesso l’ incremento è stato dell’ 1,9% e ha portato il totale degli 11 mesi a +1% per 3,4 miliardi di euro. Tutti i maggiori operatori hanno incrementato la raccolta a eccezione di Mediaset che è ha registrato una leggera flessione. La Rai ha aumentato i ricavi dell’ 1,5%, riducendo la perdita sull’ intero anno al -3,6% (il mese precedente era del -4,3%) e raggiungendo i 650 milioni di euro. Mediaset lima invece un po’ la performance, arrivando a un +1,8% negli 11 mesi ma comunque a un totale di 1,96 miliardi. La7 continua a registrare gli incrementi percentuali maggiori sulla raccolta: nel solo mese di novembre cresce di oltre il 23%, portando così la media annuale ad aumentare del 7,3% sul 2017 per 150 milioni di euro. Bene anche Sky, che vede crescere i ricavi pubblicitari del 6% nel mese e dell’ 1,9% nell’ anno, per 442 milioni e infine Discovery, +3,9% nel mese e +1,2% nel periodo gennaio-novembre. © Riproduzione riservata.

La modernizzazione di Auditel

Italia Oggi

CLAUDIO PLAZZOTTA

link

Il sistema Auditel, negli ultimi due anni, ha subito una evoluzione molto importante, con la creazione del superpanel, passato da 5.700 a 16.100 famiglie campione, l’ adeguamento della ricerca Nielsen alle migliori pratiche mondiali e al nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati, la nuova segmentazione delle audience televisive per classi socio-economiche basata non sul mero possesso di beni, ma su criteri più oggettivi, precisi e complessi, allineati agli standard usati dall’ indagine di Banca d’ Italia sul bilancio delle famiglie italiane. E l’ inizio delle rilevazioni delle audience dei broadcaster televisivi sui device digitali. Rilevazioni, a cura di comScore, che sarebbero già pronte da mesi se non fosse per i ritardi causati dal cambio dei vertici Rai (principale azionista di Auditel con il suo 33%) che hanno rallentato la firma di una serie di documenti. Lo sforzo di rendere il sistema Auditel di rilevazione degli ascolti televisivi più moderno e affidabile sia sotto il profilo metodologico, sia di governance, ha naturalmente i suoi costi. Nel 2017, per esempio, i costi per servizi pagati da Auditel sono ammontati a 23,66 milioni di euro (+12,5% sul 2016), e nel 2018, in base a stime di mercato, ci dovrebbe essere stato un ulteriore incremento del 10% dovuto alla partenza delle rilevazioni sui device digitali. Nel 2018 il presidente di Auditel, Andrea Imperiali, confermato fino a tutto il 2020 per l’ efficienza gestionale dimostrata (è alto dirigente di Pirelli), ha consolidato per gli impegni futuri pure la struttura interna della società, con l’ ingresso di un controller, di un project manager e di un client service manager, in un processo di internalizzazione di attività strategiche e all’ interno di un dettagliato piano 2017-2021. E per il triennio 2018-2020 Auditel ha già assunto con Nielsen e comScore impegni pari a 60,15 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione previsto in aprile approverà i conti 2018. Nel 2017 il bilancio di Auditel si è chiuso con un valore della produzione di 25,4 milioni di euro (23,2 milioni nel 2016) e costi della produzione praticamente analoghi, che hanno prodotto un piccolo utile (84.592 euro) del tutto sovrapponibile a quello 2016 (85.880 euro). D’ altronde il compito di Auditel non è quello di distribuire dividendi ai soci, ma di produrre servizi affidabili e utili per il mercato come con la presidenza di Imperiali sta avvenendo. Azionisti di Auditel sono Rai, al 33%, Rti e Mediaset al 26,67%, Upa (Utenti di pubblicità associati) al 20%, Assap servizi all’ 11,5%, La7 al 3,33%, Confindustria radio tv al 3%, Unicom all’ 1,5% e Fieg all’ 1%. Nel consiglio di amministrazione di Auditel siedono anche due consiglieri di Sky e uno del gruppo Discovery, anche se questi due broadcaster non dispongono di quote della società. © Riproduzione riservata.

Novembre, copie in recupero

Italia Oggi

MARCO A. CAPISANI

link

Eppur si muove qualcosa nell’ andamento delle diffusioni complessive carta+digitale dei principali quotidiani italiani: lo scorso novembre sembra cristalizzare il segno positivo davanti ai soli noti, ossia Verità su del 14,9%, Quotidiano Nazionale Qn-Giorno del 9,8%, Libero del 4,9% e Fatto Quotidiano del 4,1%. Ma, secondo questi ultimi dati Ads confrontati con quelli di novembre 2017, avanzano in questa tornata anche Avvenire (+1,4%) e Repubblica (+0,5%). Le due testate sono cresciute anche in precedenti rilevazioni, seppur non con la costanza dei primi quattro. In parallelo, considerando tutti i giornali monitorati (nazionali e locali), tra novembre 2018 e novembre 2017, emerge che si sono perse 149,2 mila copie totali, pari al -5,1%. Trend negativo ma in leggero contenimento rispetto ai mesi precedenti così come indica l’ andamento mese su mese (novembre 2018 su ottobre 2018), ora in calo di un contenuto 1,1% ma durante l’ anno in contrazione fino al 7%. Comunque, questa sorta di rallentamento nella fuoriuscita di copie carta+digitale (in parte imputabile alla cronaca tra manovra economica e vicessitudini giallo-verdi) non coinvolge tutte le pubblicazioni e il segno negativo rimane per Quotidiano Nazionale Qn-Telegrafo (-29,9%), Giornale (-13,5%), Stampa (-11,2%), Messaggero (-6%), Quotidiano Nazionale Qn-Resto del Carlino (-4,5%), Corriere della Sera (-4,3%), Quotidiano Nazionale Qn-Nazione (-4,2%) e Sole 24 Ore (-1,9%). Tra i quotidiani sportivi Corriere Sport-Stadio è a -9,5% e a -11,1% con l’ edizione del lunedì, Gazzetta dello Sport rispettivamente a -7,1% e -7,1% e TuttoSport a -2,1% e -4,6%. La classifica a dieci, in ordine decrescente per diffusioni complessive carta+digitale, conferma sul podio Corriere della Sera, Repubblica e Quotidiano Nazionale Qn (dorso sinergico di Giorno, Nazione, Resto del Carlino e Telegrafo, con un totale di 201,5 mila copie e 7.885 copie di distacco da Repubblica). I cambiamenti ci sono giù dal podio, a partire dal quarto posto, adesso occupato dal Sole 24 Ore che avanza di uno e relega il lunedì della Gazzetta dello Sport al quinto. Al sesto sale la Stampa, storicamente settima. Segue, in calo di una posizione, la Gazzetta dello Sport in settimana. Ottavo è ancora Avvenire, precedendo il Messaggero e il lunedì del Corriere Sport-Stadio (decimo). In edicola, dove i quotidiano perdono complessivamente 159,8 mila copie rispetto a novembre 2017, si restringono a tre le testate al rialzo: Verità (+11,3%), Qn-Giorno (+6,5%) e Libero (+4,9%). Invertono il segno Repubblica (-9,1%), Fatto Quotidiano (-6%) e Avvenire (-1,7%). Arretrano anche Qn-Telegrafo (-34,1%), Corriere Sport-Stadio (-14,6% e -16,4% al lunedì), Giornale (-14%), Stampa (-13,3%), Sole 24 Ore (-11,1%), TuttoSport (-7,6% e -9,7% con l’ edizione del lunedì), Qn-Resto del Carlino (-6,7%), Messaggero (-6,5%), Qn-Nazione (-6,2%), Gazzetta dello Sport (-4,9% e -7% al lunedì) e infine Corriere della Sera (4%). Si modifica anche la top ten dei più venduti in edicola, secondo la società di certificazione Ads-Accertamenti diffusione stampa, da poco presieduta da Paolo Nusiner, d.g. di Avvenire, che sostituisce Carlo Mandelli in carica dal 2016, a sua volta d.g. dei periodici Italia del gruppo Mondadori. Intanto, per la terza volta consecutiva da settembre scorso, Quotidiano Nazionale si conferma primo in edicola e interrompe il valzer col Corriere della Sera per la corona d’ alloro. Il quotidiano milanese è secondo, questa volta distaccato di 4.490 copie. Altra novità è che Repubblica risale sul podio riconquistando il terzo gradino, a scapito del lunedì della Gazzetta dello Sport, adesso quarto. Le altre edizioni settimanali della Gazzetta dello Sport si confermano quinte così come la Stampa sesta. Sale di un gradino, al settimo, il Messaggero mentre scende di uno, all’ ottavo, il lunedì del Corriere Sport-Stadio. Nono è ancora una volta il Corriere Sport-Stadio in settimana ma rientra in classifica, anche se come decimo, il lunedì di TuttoSport. Esce così dalla top ten il Giornale (ora undicesimo). Il digitale, infine, permette all’ intero segmento editoriale dei quotidiani di recuperare 32,7 mila copie nel giro di un anno (ricordando però che il totale carta+digitale non è la somma delle sole diffusioni in edicola e di quelle digitali). La diffusione complessiva, a novembre 2018, è di 391,6 mila copie replica. Su questa piattaforma fanno bene TuttoSport che cresce del 234,9% e del 248,1% con l’ edizione del lunedì, Corriere Sport-Stadio che aumenta del 227,3% e del 235% il lunedì, la Verità del 119,8%, Repubblica del 48,2%, il Fatto Quotidiano del 34,4%, Qn-Giorno del 32,5%, Libero del 28,1%, Avvenire del 20,1%, Qn-Resto del Carlino del 9,9%, Qn-Nazione dell’ 8,1%, Messaggero del 4,1%, Giornale del 3,9% e Sole 24 Ore del 2,7%. Invece il Corriere della Sera è stabile intorno al -0,3%. Calano sia la Stampa (-4,5%) sia la Gazzetta dello Sport (-9,7% e -9,9% al lunedì). Nel ranking digitale, Sole 24 Ore, Corriere della Sera, Repubblica, Stampa e Fatto Quotidiano (quinto) confermano tutti l’ ordine di arrivo. Ma lo stesso succede ad Avvenire, al sesto gradino, mentre il lunedì della Gazzetta dello Sport rimane settimo e il Messaggero ancora una volta ottavo. Come nei mesi precedenti le altre uscite della Gazzetta dello Sport e il Gazzettino sono, rispettivamente, nono e decimo. © Riproduzione riservata.

Chessidice in viale dell’ Editoria

Italia Oggi



link

Calcio, le sponsorizzazioni dal betting salve fino a luglio. Così come le pubblicità da parte delle società di scommesse saranno consentite fino alla scadenza del contratto e comunque non oltre il prossimo 12 luglio, ovvero a un anno dal varo del decreto Dignità che le ha vietate, anche le sponsorizzazioni seguiranno la stessa strada. È la sostanza del parere che l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato al presidente della Lega di Serie A Gaetano Micciché. Le squadre, perciò, potranno continuare ad avere fra i propri sponsor i siti di betting fino al prossimo luglio. Rai, nel 2018 si conferma leader negli ascolti. È la finale del Festival di Sanremo, condotto da Claudio Baglioni, l’ evento televisivo più visto del 2018 con 12,2 milioni di telespettatori, pari al 58% di share. Lo ha comunicato ieri viale Mazzini che ha fatto un bilancio degli ascolti dello scorso anno. In prima serata Su Rai1 è emersa fra le altre la fiction Il commissario Montalbano (con Luca Zingaretti), che ha registrato il 43,9% di share e oltre 11 milioni di telespettatori. Per l’ intrattenimento L’ anno che verrà è stato seguito da 5.552.000 persone per il 35,1% di share. In prima serata sulla rete ammiraglia bene anche la cultura, con Stanotte a Pompei che ha registrato il 24,3% di share. Per lo sport la Uefa Nations League è stata seguita su Rai1 da 7.721.000 telespettatori per il 33,1%. Su Rai2 in prima serata si conferma un successo la fiction Rocco Schiavone 2, al 12% con 2.798.000 telespettatori. Per l’ intrattenimento bene Guarda… stupisci con il 13,6% di share e 2.417.000 telespettatori; poi lo sport con il Campionato del mondo di pallavolo che ha registrato un ascolto del 10,4% di share con 2.221.000 telespettatori mentre la finale del campionato del mondo di pallavolo femminile è stato il programma più visto dell’ anno su Rai2 con 6.318.000 spettatori e il 35,9% di share. Infine Rai3 con il programma Chi l’ ha visto?, che raggiunge il 10,4% di share e 2.221.000 telespettatori mentre per il settore cultura si afferma Città segrete, all’ 8,6 di share con 1.609.000 telespettatori. Per l’ informazione di Rai3 Report ha avuto una media di ascolto di 1.753.000 telespettatori e il 7,1% di share, #Cartabianca 5,2% e 1.161.000 telespettatori e Presa Diretta 5,2% e 1.209.000 telespettatori. A Discovery la maggioranza di Play Sports Group, la piattaforma globale di ciclismo. Discovery ha acquisito il 71% di Play Sports Group, la società che detiene brand leader nel ciclismo come Global Cycling Network, Global Mountain Bike Network e Global Triathlon Network. L’ accordo è alla base dell’ obiettivo di Discovery di costruire l’ ecosistema media sul ciclismo numero uno al mondo, facendo forza sulla titolarità di diritti degli eventi ciclistici in Europa grazie al brand Eurosport, per un mercato da un valore globale di 50 miliardi di dollari. Discovery ha acquisito il 20% di Play Sports Group nel febbraio del 2017. Il fondatore e ceo della società, Simon Wear, con il suo team di 140 esperti si uniscono a Discovery, formando una nuova divisione ciclismo all’ interno del gruppo. Icon, Riccardo Ruini nuovo creative director. Riccardo Ruini è il nuovo creative director del magazine di moda e lifestyle del gruppo Mondadori. Art director per il Gruppo Fendi a metà degli anni 90, Ruini ha successivamente diretto campagne per alcuni marchi del lusso e curato l’ art direction di più di dieci magazine internazionali, tra i quali Vogue Japan e GQ Style UK. Con questa nomina si completa la nuova squadra del magazine guidato dal direttore Andrea Tenerani e che ha visto anche l’ ingresso di Federico Sarica in qualità di editor-at-large. Cinema, 584 mln l’ incasso 2018 in Italia (-5%). È di circa 93 milioni di presenze e 584 mln di euro di incasso il bilancio del cinema in Italia nel 2018. È quanto fanno sapere Anica, Anec e Anem che spiegano come l’ Italia, a differenza degli altri grandi mercati europei, si affida a fine anno alle elaborazioni a consuntivo della società Cinetel, che offre il servizio day by day agli operatori, e rappresenta circa il 92% del totale delle presenze e il 94% degli incassi dell’ intero mercato sala registrato ufficialmente da Siae (che rilascia i dati dopo qualche mese). Il numero dei biglietti staccati vede molto vicini all’ Italia due Paesi di dimensioni e popolazione molto diverse: Spagna (98 milioni di biglietti, 586 mln) e Germania (97 milioni di biglietti, 840 mln). La fruizione in sala ha visto nel 2018 un arretramento quantitativo nei big five europei. I primi consuntivi del Boxoffice 2018 indicano una tendenza generale verso il ridimensionamento, con una fortissima accentuazione del fenomeno in Germania (-16%) e risultati più o meno omogenei tra Francia (-4%), Spagna (-2%) e Italia (-5%), con l’ eccezione di Uk, dove il box office registra sostanziale stabilità (+0,6%). L’ inizio del 2019, sostengono le associazioni, sembra essere positivo: il +12% della prima settimana dell’ anno, conclusa con l’ Epifania (quest’ anno caduta di domenica), e il +14,5% tra il lunedì e il mercoledì di questa settimana sui corrispondenti del 2018 sono «sintomi limitati, ma importanti, della conferma dell’ interesse del pubblico». Intesa Sanpaolo e La Stampa annunciano vincitori progetto Eureka. Favorire l’ autosufficienza economica delle persone affette da lievi disabilità cognitive: questo è l’ obiettivo che si è posto il bando «Eureka», lanciato a luglio 2018 da Museo del Risparmio, Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi e Intesa Sanpaolo Innovation Center, un concorso di idee rivolto a chiunque desiderasse sviluppare un progetto innovativo per garantire, attraverso l’ utilizzo di nuove tecnologie e la realizzazione di percorsi didattici di educazione finanziaria, una maggiore autonomia economica alle persone affette da limitata abilità mentale di età compresa tra i 6 e i 99 anni. Le proposte pervenute sono state valutate da una commissione di esperti. Fra i progetti premiati, un’ applicazione per smartphone connessa tramite rete bluetooth a un portafoglio per permettere al soggetto di effettuare i pagamenti in maniera corretta e più sicura; un’ app che ha l’ obiettivo di supportare l’ utente nel raggiungimento dei propri obiettivi finanziari e infine un chatbot messenger e un’ app che fornisce un’ alfabetizzazione finanziaria di base. I tre vincitori verranno premiati il 28 gennaio alle ore 15.30 presso il Museo del Risparmio alla presenza di Gian Maria Gros-Pietro (presidente Intesa Sanpaolo), Lodovico Passerin d’ Entrèves (presidente Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi), Maurizio Molinari (direttore de La Stampa) e Maurizio Montagnese (presidente Intesa Sanpaolo Innovation Center). Su Rai Gulp le storie di sport. Rai Gulp racconta le discipline sportive con le voci dei giovani campioni. A partire da venerdì 11 gennaio, torna la nuova edizione di Sport Stories, il programma di Federico Taddia, scritto con Giovanna Carboni e con la regia di Marco Lorenzo Maiello. Ogni venerdì, alle ore 16.25, saranno accesi i riflettori sulle stelle in erba (in replica il martedì, sempre alle ore 16.25) di discipline sportive estive e invernali. Protagonista della prima puntata della nuova stagione del format che ha ottenuto il patrocinio del Coni è il 17enne Francesco Faraglia, atleta di pallanuoto della A.S. Roma Nuoto, che ha partecipato nel 2018 alle finali nazionali Under 17, alle finali nazionali Under 20, ai playoff di serie A2 (con promozione in serie A1) e al campionato mondiale con la nazionale Under 18.

Accordo al Messaggero di Sant’ Antonio

Prima Comunicazione



link

Raggiunta l’ intesa al ‘Messaggero di Sant’ Antonio’. Nella giornata del 9 gennaio le parti hanno sottoscritto un accordo di solidarietà che eviterà i preannunciati licenziamenti degli otto giornalisti del mensile edito dai Frati minori conventuali. “Le parti – informa il Sindacato giornalisti del Veneto – hanno sottoscritto un accordo di solidarietà difensivo della durata di dodici mesi, salvaguardando il posto di lavoro dei giornalisti della redazione del mensile”. Il confronto, ricorda il sindacato, è stato necessario “a fronte della dichiarata situazione di grave crisi economico-finanziaria ascritta soprattutto al forte calo degli abbonamenti della storica rivista cattolica”, diffusa in tutto il mondo e in più lingue. “Questo risultato, si legge in conclusione, è stato ottenuto dopo una complessa trattativa avviata quando l’ azienda, su sollecitazione del Sindacato giornalisti Veneto, ha accettato di congelare gli annunciati licenziamenti”. Articoli correlati Prima pagina I gusti musicali degli italiani? Sfera Ebbasta il più venduto nel 2018; nella top 10 otto cantanti sotto i 30 anni – CLASSIFICA Prima pagina Diritto d’ autore, Google lancia campagna stampa per chiedere modifiche alla direttiva Ue Prima pagina Sanremo, ufficiale la coppia Bisio-Raffaele per il secondo Festival di Baglioni. Pubblicità, Rai punta al +5% Video Prima 1973-2018 – 500 copertine. In edicola e in digitale Newsletter Per essere sempre aggiornato sulle notizie più rilevanti della giornata e ricevere gli esclusivi Muy Confidencial, i dati e i documenti più importanti, iscriviti subito alle nostre due newsletter Analisi ascolti tv La compagnia del cigno doppia Titanic e traina Vespa, bene Floris e la Gruber Vedi tutti In edicola 45 anni e 500 copertine di Prima Comunicazione. Numero da collezione in edicola e digitale Abbonati Documenti Classifiche e trend dei quotidiani più diffusi e più venduti in edicola: Ads ottobre 2018 Vedi tutti Agenda giugno 12 – 13 Riccione (RN) – Sport Digital Marketing Festival. Formazione e aggiornamento sul Digital Marketing nel settore sport gennaio 13 – 13 Milano – B2B Marketing Conference. Futuro e innovazione del marketing B2B gennaio 23 – 24 Milano e Roma – Radiocompass 2019. Approfondimento sul mondo radio Vedi tutti Dati e cifre La classifica internazionale dei brand automobilistici più attivi sui social e dei post più condivisi a novembre Pubblicità in lieve crescita a ottobre (+0,8%), ma senza search e social va male (-1,4%). Nielsen: pesa l’ incertezza economica Dati Ads: diffusione e vendita a ottobre di quotidiani e settimanali, a settembre dei mensili (TABELLE)

L’ Odg critica la campagna stampa di Google

Prima Comunicazione



link

L’ Ordine dei giornalisti prende le distanze dalla campagna stampa lanciata da Google per chiedere modifiche alla direttiva Ue sul diritto d’ autore criticando duramente la logica dell’ algoritmo che di fatto regola la circolazione dell’ informazione online e di cui le piattaforme digitali sono padrone, Google in testa. E lo fa aprendo sul suo sito uno spazio di riflessione denominato “Insieme per la libertà”, il cui primo contributo è del giornalista Michele Mezza. “La campagna scatenata da Google su tutti i giornali in Europa per la modifica della legge comunitaria sul copyright ha l’ aggravante, oltre alla brutale pressione che esercita sugli editori, di cogliere un aspetto oggettivamente debole di quella legge”, spiega un post sul sito dell’ Odg a firma di Michele Mezza. “Avere anche ragione per chi vuole usare l’ occasionale giustezza delle sue osservazioni per ribadire un potere coercitivo è davvero insopportabile”. “La legge che disciplina l’ accesso ai contenuti della stampa è infatti inadeguata e del tutto datata”, secondo Mezza. “In una civiltà basata sulla circolarità dei contenuti e sull’ accesso molteplice e immediato di ogni cittadino ad ogni notizia, requisito ormai essenziale per esercitare la propria cittadinanza, limitare e commercializzare quest’ accesso è del tutto anti storico”. “Il 75 % della pubblicità digitale è oggi bottino di soli 3 soggetti globali che nulla hanno a che fare con il mercato editoriale professionale”, ricorda inoltre Mezza. “Il 87 % di ogni query, ossia ricerca on line, viene oggi canalizzata dallo stesso Google. Non è monopolio ma vera e propria dittatura di un solo algoritmo”. Una dittatura che “va contenuta e risolta, come giustamente sollecita il presidente dell’ Ordine dei Giornalisti Carlo Verna, in quella che al momento è l’ unica reazione del mondo del giornalismo a quell’ irruzione arrogante di Google”. Due sono le questioni fondamentali che Verna e l’ Odg intendono evidenziare: la prima è che “la circolazione delle informazioni nel mondo e la loro selezione invece di essere una funzione pubblica è oggi una discrezionalità privata e proprietaria”. E la seconda è che “i sistemi intelligenti che governano con le notizie l’ intera ricerca di contenuto sono basati sugli interessi e le discrezionalità dei proprietari e non sull’ automaticità tecnologica”. Motivo per cui, secondo Verna, “la rotta di Google va decisamente corretta: non può essere ‘insieme per il Copyright’, come il gigante digitale ha fatto pubblicare in una pagina a pagamento sui grandi quotidiani, ma ‘insieme per la libertà’ perché la circolazione delle informazioni nel mondo non può essere una discrezionalità privata e proprietaria”. “Partendo proprio da quel che scrive Google, l’ Ordine dei Giornalisti ritiene di dover affrontare direttamente questo tema strategico domandandosi chi decida, e per quali motivi, la circolazione dell’ informazione”, conclude Verna. “Riteniamo necessaria una presa di coscienza per affermare l’ assoluta autonomia e indipendenza dai poteri monopolistici che circondano ogni nostra scelta”.

Dati Ads: diffusione e vendita a novembre di quotidiani e settimanali, a ottobre dei mensili (TABELLE)

Prima Comunicazione



link

Sono disponibili da giovedì 10 gennaio i nuovi dati mensili stimati dagli editori, riferiti al mese di novembre 2018 per quotidiani e settimanali, e al mese di ottobre 2018 per i mensili. QUOTIDIANI – I dati dei quotidiani a novembre 2018 (.xls) SETTIMANALI – I dati dei settimanali a novembre 2018 (.xls) MENSILI – I dati dei mensili a ottobre 2018 (.xls) In arrivo le tabelle con i trend dei quotidiani realizzata da L’ Ego Editoriale per Primaonline.it.

Nielsen: pubblicità +2,5% a novembre

Prima Comunicazione



link

. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’ andamento nei primi 11 mesi dell’ anno è stabile. “Alla luce dell’ andamento del mercato, il mese di novembre ci ha portato notizie buone e in parte inaspettate”, spiega Alberto Dal Sasso, Ais Managing Director di Nielsen. “Nonostante la fine annunciata del quantitative easing, il braccio di ferro del governo con l’ Ue e i segnali di minore crescita del Pil a cui assistevamo due mesi fa, il mercato pubblicitario ha messo comunque a segno una buona crescita”. Relativamente ai singoli mezzi, la tv a novembre cresce del +1,9%, portando al +1% la variazione per il periodo cumulato. Sempre in negativo i quotidiani, che nel singolo mese perdono l’ 11,4% e consolidano il periodo gennaio-novembre in calo del -6,2%. Stesso andamento per i periodici, sia a novembre che nel periodo cumulato, con cali rispettivamente del -3,4% e del -8,1%. Consolida l’ andamento positivo la radio, grazie a una crescita del +7,2% a novembre e del +5,3% negli undici mesi. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’ intero universo del web advertising chiude il periodo cumulato gennaio – novembre in positivo a +8,1% (+5% se si escludono il search e il social). In crescita il cinema (+13,3), il transit (+12,7%) e la Go TV (+13%). Rimane in calo l’ outdoor (-9,7%). Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 13 in crescita, con un apporto di circa 171 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio – novembre. Alla buona performance di bevande e alcoolici (+11,8%), distribuzione (+3,1%) e media e editoria (+8,9%), si contrappongono i cali di alimentari (-1,9%), abbigliamento (-6,3%) e telecomunicazioni (-5,3%). Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita, continua l’ andamento positivo del tempo libero (+31,6%), elettrodomestici (+24%) e servizi professionali (+21,2%). Relativamente all’ andamento nel singolo mese di novembre, buone performance per farmaceutici (+10,8%), finanza/assicurazioni (+14,1%) e moto/veicoli (+24,9%). “Il mercato a dicembre negli ultimi tre anni è sempre cresciuto”, conclude Dal Sasso. “Se si dovesse confermare anche per il 2018, l’ anno, come previsto, si chiuderà vicino al 2%. Questo risultato sarebbe di buon auspicio per un 2019 privo di eventi sportivi mediaticamente rilevanti ma contraddistinto dallo spartiacque delle elezioni europee: un appuntamento che potrebbe attenuare quel clima di incertezza che ci accompagnerà fino a primavera”.