La Rai ha presentato la nuova bozza di contratto per il biennio 2013-2015, annunciando importanti novità che riguardano tutti gli utenti che pagano regolarmente il canone.
Tra le proposte contenute nel testo, approvato il 19 settembre scorso all’unanimità dal Cda, spiccano, infatti, due provvedimenti che, chi bazzica i “piani alti” della tv di stato, non fa fatica a definire “rivoluzionari”.
Il primo è una specie di “riconoscimento” agli abbonati Rai e prevede la segnalazione, mediante un bollino visibile una o più volte, di quei programmi che sono stati prodotti grazie agli introiti derivanti dal canone.
La seconda proposta riguarda la tv dei bambini, sulla quale si vorrebbe evitare la messa in onda di annunci pubblicitari.
L’azienda, sembra aver raccolto il monito giunto, pochi giorni fa, da parte del vice ministro con delega alle Comunicazioni, Antonio Catricalà, che aveva espressamente invitato la tv pubblica ad una maggiore trasparenza.
Infatti, se la bozza venisse approvata, i privati cittadini potrebbero verificare in che modo vengono spesi i soldi che versano nelle casse del servizio pubblico. E non solo.
Tra le nuove proposte, il contratto prevede anche che sia pubblicato sul sito on line dell’azienda, il bilancio semestrale dei compensi percepiti da dirigenti e consulenti.
L’altro provvedimento coinvolge i canali tematici per i minori.
Viale Mazzini punta ad eliminare totalmente la pubblicità su Rai Yo Yo, il canale più visto dai bambini, e a limitare gli spot su tutte le altre reti, trasmettendoli solo tra un programma e l’altro.
Nonostante un primo favorevole accoglimento da parte del Cda, la nuova bozza ha scatenato le ire di numerosi consiglieri che non vedono di buon occhio né la distinzione tra i programmi finanziati con il canone, e quelli prodotti grazie ai ricavi pubblicitari, né l’idea di togliere gli spot su un canale, Rai Yo Yo, che frutta 10 milioni di euro all’anno.
Nei prossimi giorni la bozza sarà sottoposta al varo della commissione di Vigilanza che deciderà se respingerla o approvarla. Chi la spunterà?
La speranza è che al di là delle posizioni contrastanti e degli interessi che si celano dietro di esse, alla fine prevalga il buonsenso e la tutela dei telespettatori.
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