Editoria

Rai, la frontiera è il divario di genere: in video solo 4 donne su dieci volti

Il nuovo fronte della polemica in Rai è sul divario di genere: le donne che approdano in video sono (molto) meno della metà dei loro colleghi uomini. Il report è stato presentato nei giorni scorsi e afferisce al monitoraggio, per l’anno 2025, della presenza femminile nella programmazione del servizio pubblico. Lo studio è stato condotto e presentato sotto la direzione scientifica della professoressa Francesca Dragotto, linguista, docente all’Università Tor Vergata. L’inchiesta ha monitorato quasi 1900 programmi trasmessi dalle reti Rai. Dalle news alle fiction, dai talk all’intrattenimento. Ed è emerso che solo il 38,1 per cento delle persone andate in onda sui tre canali della Rai sono donne. Sul lungo periodo si assiste a un aumento ma non sembra abbastanza dal momento che in dieci anni, la presenza delle donne sui canali dell’Azienda è aumentata di meno del 5%. Per Dragotto, dunque, “avere meno di quattro donne su dieci nelle trasmissioni del Servizio pubblico, solo una donna su quattro tra gli over65 e una presenza marginale nello sport o tra le opinioniste esperte non sono fenomeni separati ma espressioni degli stessi modelli mentali”. Va meglio, ma si potrebbe fare di più, in termini di opinionisti e analisti. Sul dato della presenza delle esperte (26,6% sul totale degli/delle opinionisti/e coinvolti/e) la buona pratica del progetto 50:50 dimostra che si può fare meglio. “A marzo di quest’anno le esperte nei 90 programmi che hanno aderito era del 46,2%”, ha spiegato Mariangela Borneo, coordinatrice del progetto Rai 50:50. “I dati del monitoraggio dimostrano quanto sul tema della rappresentanza il quadro sia fermo negli ultimi anni. E la riflessione che si può fare sulla realtà del Paese è la stessa”, ha detto la statistica Linda Laura Sabbadini.

Luca Esposito

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