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Quotidiani americani in crisi, 3.800 posti di lavoro persi in 12 mesi

Ancora brutte notizie per il giornalismo in America, come nel resto del mondo: la crisi dei quotidiani ha lasciato per strada quasi 4.000 persone. American Society of News Editors: È il peggior dato della storia dell’editoria a stelle e strisce dal 1978

Anche la patria del giornalismo subisce i duri colpi della crisi. Nel 2014 scende il numero complessivo di giornalisti occupati negli Stati Uniti, 32.900, per una contrazione record del 10,4 % dell’intero bacino degli occupati. Persi in totale 3.800 posti di lavoro. A rilevare e diffondere questi dati è l’American Society of News Editors, secondo cui si tratta del peggior dato della storia dell’editoria americana dal 1978, anno in cui fu svolta la prima indagine del numero di reporter attivi.
Dei 32.900 impiegati, circa 4.200 (il 12,76 %) appartengono a minoranze etniche. Anche in questo caso si registra una diminuzione rispetto allo scorso anno (- 0,58 %).

“Il nostro settore continua a non fare progressi”, spiega Karen Magnuson, editorie del Rochester Democrat and Chronicle e co-presidente del Comitato sulla diversificazione delle notizie dell’Asne. “Così come cambia la composizione della nostra nazione, allo stesso modo devono cambiare anche i nostri servizi. Le nostre redazioni e la nostra copertura devono essere inclusive per raccontare le storie reali di quello che sta veramente accadendo nelle nostre comunità. Ma come possiamo farlo se nelle nostre redazioni mancano differenti voci e prospettive? Noi editori dobbiamo e possiamo fare meglio”, conclude la Magnuson.

La crisi dei quotidiani è globale e non risparmia in nessun Paese del mondo, ma dai dati dell’Asne emergono elementi contrastanti che meritano attenzione. Risulta, infatti, che sia i quotidiani con tiratura tra 250.000 e 500.000 copie (+ 13,98 %), sia quelli con tiratura inferiore alle 5.000 copie (+ 15,9 %) hanno assunto nel 2014 nuovi giornalisti. Il crollo dell’occupazione riguarda, quindi tutte le altre fette di mercato, con un picco fatto registrare dai giornali con diffusione tra le 100.000 e le 250.000 copie dove la flessione della forza lavoro è stata del 21,58 %.

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