Tutti con le Pussy Riot. Le manifestazioni di solidarietà nei confronti del gruppo punk russo al femminile, condannato a due anni di reclusione per teppismo con sfondo religioso, non si fermano.
Alcuni hackers hanno attaccato il sito del tribunale Khamovniceski di Mosca.
La homepage è stata sostituita da slogan per la libertà della artiste e da un video musicale di carattere omosessuale di un cantante bulgaro. Non mancano commenti e oscenità.
L’informazione deve essere impermeabile a ogni interferenza se vuole continuare a conservare, insieme alla credibilità,…
L’editoria sta attraversando una trasformazione che riguarda non soltanto il modo di produrre e distribuire…
Un tavolo permanente di crisi sull’editoria e per l’intera filiera di distribuzione e vendita della…
Antonio Marano, presidente Rai facente funzioni, si schiera a difesa del canone. E non è…
l futuro dell’editoria non passa soltanto dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale. Passa anche dalla…
Dalla guida di Report a Mi manda Raitre, Giulia Presutti, che avrebbe dovuto sostituire, insieme…