U n caso interessante nella pubblicità digitale è Skype, che in Italia conta un’audience di 9,2 milioni, e 285 milioni nei momenti di picco nel mondo. Questa platea ha convinto marche come Nokia, Groupon, Universal Pictures, Visa a utilizzare la conversation adv sulla homepage di Skype. «Il primo inserzionista italiano è stata Fiat», spiega Giorgio Gabrielli, direttore advertising online di Microsoft, capogruppo di Skype. «La regola che ci siamo dati è: massimo rispetto per le conversazioni che non devono essere contaminate dagli spot. Questi appaiono solo sulla homepage quando si accede a Skype per cercare un amico e hanno un approccio garbato». Dice Rob Solomon, presidente di Groupon che ha subito sposato la causa del Voip: «Skype fa parte della nostra stessa routine quotidiana di milioni di utenti, quindi esserci come inserzionisti è uno sbocco naturale ». Per di più Skype si basa su un sistema “bloccante”: difficilmente scattano quelle trappole virtuali che in gergo si chiamano “epicfail” per cui una famosa marca di fast food, mesi or sono, è stata coperta di insulti dagli utenti solo perché invitava tutti a “raccontare un’esperienza alimentare” con la voce del fringuello di Twitter. Skype è diventato anche un social network e su questa caratteristica si baserà l’offerta pubblicitaria
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