Non inverte tendenza la discesa dei ricavi pubblicitari dei quotidiani statunitensi. I primi tre mesi dell’anno sono stati caratterizzati da un calo del 4,8 % degli investimenti, circa 10,6 miliardi di dollari (7,7 miliardi di euro). Qualcuno spera che la salvezza possa arrivare dalla rete, ma a quanto pare anche l’advertising online mostra qualche segno di cedimento. Se per un verso internet ha peggiorato la situazione della carta stampata offrendo possibilità economicamente molto vantaggiose di inserzioni e annunci, per l’altro è la destinazione ultima di moltissimi editori. Questi approdano alla rete non solo per integrare i quotidiani, ma anche per tentare il capovolgimento del trend negativo che caratterizza ormai da anni l’informazione su carta.
Per quanto riguarda la pubblicità online, il 2006 aveva registrato un aumento dei ricavi del 31,5 %: circa 2,7 miliardi di dollari (1,95 miliardi di euro). Nel primo trimestre dell’anno corrente gli stessi ricavi sono aumentati 22,3 %, 750 milioni di dollari (circa 543 milioni di euro) e sembra stiano ponendo le basi per un riequilibrio fra le perdite derivanti dalla carta, nonostante alcuni analisti segnalino il calo anche dell’advertising online.
Viene spontaneo ricordare ciò che aveva auspicato Rupert Murdoch a proposito del Wall Street Journal: “potenziare la schiera dei giornalisti, ma rendere il giornale gratis e fruibile solo online”
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