Privacy

Privacy, in arrivo il nuovo Regolamento. Ecco le novità

L’ora X scatterà il prossimo 25 maggio. Da quel giorno sarà direttamente applicabile il nuovo regolamento europeo sulla privacy Ue 2016/679 – entrato in vigore il 24 maggio 2016 – che porterà grosse modifiche alle norme che finora hanno regolato questa materia in tutti gli stati dell’Unione europea, Italia compresa. Una novità a beneficio dei consumatori è il principio di “retentio”. Cosa significa? Quando firmiamo un contratto, i dati che forniamo alle imprese non sono di loro proprietà per sempre. Il regolamento introduce infatti il concetto di scadenza dei dati. Con la nuova normativa le aziende dovranno chiedere il consenso non solo all’uso dei nostri dati, ma dovranno specificare anche l’utilizzo che ne faranno, distinguendo, per esempio, se il fine è quello di marketing, di profilazione, di geolocalizzazione, o altro. Ogni tipo di “attività di trattamento” implicherà perciò un consenso specifico che il consumatore sarà chiamato a firmare, mettendo così fine alle informative “cumulative” in cui un’unica firma autorizzava più utilizzi. “In questo modo – precisa il legale – gli utenti non potranno più trovarsi inscritti a cose che non vogliono o a cui non hanno dato lo specifico consenso. È esclusa inoltre ogni forma di consenso tacito a favore delle sole forme esplicite”.  Inoltre tutti i consumatori potranno rivolgersi alle società chiedendo che gli vengano forniti i dettagli sui dati che hanno comunicato loro, chiedendo anche di chiarire come vengono trattati e come sono stati ottenuti. Le aziende, dal canto loro, saranno soggette all’obbligo di risposta. Una delle novità  del nuovo Regolamento è il fatto che dal 25 maggio le aziende che vogliono detenere e usare i nostri dati dovranno chiedercelo con un linguaggio chiaro e comprensibile, senza vocaboli tecnici o giuridici. Il senso è quello di consentire a tutti di capire l’informativa. Per questo motivo saranno bandite anche le clausole tecniche e quelle scritte in caratteri troppo piccoli. “In pratica le aziende e gli enti pubblici dovranno dimostrare di aver ricevuto un’autorizzazione al trattamento dei dati, in maniera inequivocabile e comprensibile per l’interessato. (ansa)

Ivan Zambardino

Recent Posts

Circolare n. 15 del 19/03/2026 – Contributi a sostegno dei giornali editi e diffusi all’estero

Entro il prossimo 31 marzo 2026 è fissata la scadenza per la presentazione della domanda per i…

22 ore ago

Un giudice smentisce Trump: riaccendete Voice of America

L’America ritrova la sua Voice: Nemmeno Trump pesa più del pluralismo in una democrazia compiuta,…

22 ore ago

Amazon vince in Lussemburgo: annullata la maxi multa GDPR da 746 milioni

Negli ultimi giorni Amazon è tornata al centro dell’attenzione per una vicenda legale che dura…

23 ore ago

Doppio sciopero confermato, Costante: “Da Fieg proposte irricevibili”

Nessun passo indietro, i giornalisti confermano il doppio sciopero per il contratto di lavoro. La…

23 ore ago

Circolare n. 14 del 18/03/2026 – Contributi a sostegno dei giornali per le associazioni dei consumatori e degli utenti

Entro il prossimo 31 marzo 2026 è fissata la scadenza per la presentazione della domanda di contributi…

2 giorni ago

Editoria scolastica, l’Antitrust chiude l’indagine: costi elevati e poca concorrenza

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso l’indagine conoscitiva sull’editoria scolastica, evidenziando…

2 giorni ago