C’è finalmente la proposta di riforma della Rai. E, nemmeno troppo a sorpresa, salta anche solo l’ipotesi di una riduzione del canone Rai, che non sarà possibile neanche nei casi eccezionali previsti inizialmente dal testo. L’obiettivo della proposta è quello di adeguare l’Italia, o meglio la tv di Stato, a quanto richiede l’Europa in materia di media con il regolamento Emfa, entrato in vigore da oltre un anno.
La proposta di riforma è stata presentata dai forzisti Roberto Rosso e Claudio Fazzone, nella giornata di ieri, al Senato. Innanzitutto il consiglio d’amministrazione. I membri dureranno in carica per quattro anni e non più per un triennio. Ciò perché serve più tempo, come impone l’Emfa, per i piani industriali. Al Mef competerà la nomina, al solito, di due consiglieri. Cambia, però, la nomina di amministratore delegato e presidente. Che dovrà essere scelto dal consiglio di amministrazione stesso. Con la maggioranza qualificata dei due terzi alle prime due votazioni. Asticella che poi scende alla maggioranza assoluta dalla terza votazione in poi.
Adesso parte l’iter parlamentare. I relatori sono pronti. “Se va tutto bene votiamo martedì 4 agosto gli emendamenti e il mandato ai relatori”, ha affermato Roberto Rosso. “La maggioranza è pronta, attendiamo il parere del governo e soprattutto il parere del Mef che deve verificare non ci sia ricaduta finanziaria”.
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