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POLITICAL PEOPLE, IL FUTURO DELLA POLITICA E’ IN RETE

Il dibattito politico si sposta dalle arene televisive a quelle virtuali, ultimo vero spazio di confronto e scambio di opinioni.
“Political People”, la piattaforma deputata a luogo di incontro tra politici e cittadini, ha lo scopo di accorciare le distanze tra le Istituzioni ed i suoi interlocutori.
Il progetto si inserisce in quello che è un piano di sviluppo della cosiddetta “Democrazia Digitale” di cui si parla tanto, ma che fino ad ora non ha ancora incontrato un effettivo riscontro.
Come tutti i progetti di rilevo, “Political People” nasce dalla sinergia di più soggetti, in questo caso dall’accordo stretto tra Luigi Povia, ad della piattaforma, ed Infocert Spa, il primo ente Certificatore per la Firma Digitale in Italia.
Il social funziona a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale e prevede, al suo interno, un’area virtuale denominata “piazza” in cui trovano spazio opinioni, segnalazioni e sondaggi ad opera degli utenti.
Ma come si accede al social politico?
Innanzitutto ci sono due modalità di registrazione: a seconda della propria entità , il soggetto può registrarsi come cittadino o come soggetto politico. In quest’ultimo caso, però, è previsto un sistema di accertamento dell’effettiva identità.
Per scongiurare intromissioni da parte di profili fake, è stato predisposto un apposito modulo di identikit digitale che accerta la comprovata autenticità del profilo.
Sì perché, come ribadisce Povia: la sua idea “poggia sulle basi della trasparenza e della chiarezza”, principi che spesso vengono a mancare nel rapporto con gli elementi guida del paese.
Ma vediamo le prime reazioni dei partecipanti.
A giudicare dai numeri, la partenza è senz’altro buona.
Sulla piattaforma, infatti, sono già stati archiviati circa 162.000 profili politici a conferma di come oramai il “posto” della politica si stia spostando a poco a poco sul web.
D’altra parte, è storia recente, le ultime elezioni politiche hanno dimostrato tutta l’importanza della rete nell’animare il dibattito politico.
E se davvero il web può diventare una corsia preferenziale per un costruttivo scambio di idee tra governanti e governati, allora sì che avremo imparato davvero a sfruttare le infinite potenzialità di internet.

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