La proposta di legge sulla modifica della legge 69 del 1963 che istituisce e regola l’ordine dei giornalisti «è un passo importante e necessario», anche se «la riforma non è l’optimum». E’ il giudizio di Pino Pisicchio, deputato dell’Api e primo firmatario della proposta di legge che oggi ha registrato l’ok unanime (con un solo astenuto) in commissione Cultura alla Camera. «Quello di oggi è stato un passaggio importante, un gesto politico – spiega Pisicchio – che ha rimesso in moto un’attività di riforma in un momento in cui l’Ordine dei giornalisti è l’organo più sensibile per vita democratica del Paese». Il primo firmatario della proposta di legge si ritiene soddisfatto perché il provvedimento «è stato realizzato con il concorso di tutti i gruppi parlamentari, in modo che ci fosse una condivisione piena». Tuttavia il deputato dell’Api lamenta ancora un nodo da sciogliere, poiché «abbiamo avuto una risposta insufficiente da parte del governo sulla questione del Giurì, che avrebbe permesso di affidare certi percorsi sul rapporto tra lettore e giustizia a una diversa giurisdizione. Il governo ha ritenuto che questo comportasse degli oneri, anche se noi non li abbiamo visti, e quindi ne ha chiesto lo scorporo».
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