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PELUFFO E MALINCONICO: COME CAMBIA L’ORGANIZZAZIONE DEL DIPARTIMENTO PER L’EDITORIA

È la prima volta che alla Presidenza del Consiglio dei Ministri viene nominato un sottosegretario con delega all’Informazione e Comunicazione. Tant’è vero che le agenzie, tra le varie indiscrezioni, davano per certo a Paolo Peluffo, una delega alla cultura. E invece Mario Monti ha voluto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri quattro sottosegretari: Giampaolo D’Andrea e Antonio Malaschini per i rapporti con il Parlamento, Carlo Malinconico con delega all’Editoria, e Paolo Peluffo all’Informazione e Comunicazione. Se è naturale pensare che ad ognuno di loro verrà affidato un settore specifico che non si accavalli con quello degli altri, è possibile che si voglia dare al Dipartimento per l’informazione e l’editoria una struttura diversa da quella che l’ha caratterizzata fino ad ora.
Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria è la struttura di supporto del Presidente del Consiglio che opera nell’area funzionale relativa al coordinamento delle attività di comunicazione istituzionale e delle politiche relative all’editoria e ai prodotti editoriali. In particolare è organizzato in tre uffici: l’Ufficio per le attività di informazione e comunicazione istituzionale, l’Ufficio per il sostegno all’editoria e l’Ufficio per la tutela del diritto d’autore. Mettendo da parte quest’ultimo, se l’ex presidente della Federazione italiana editori di giornali si occuperà di sostegno all’editoria, a Peluffo verrà affidata la gestione della comunicazione istituzionale. Dovrà, insomma, svolgere compiti in materia di pubblicità istituzionale, realizzando campagne di comunicazione istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e provvedendo alla giusta distribuzione di queste ultime su quotidiani e periodici, su testate radiotelevisive e telematiche.
Per il momento non sappiamo tale nuova organizzazione dove possa postare ma possiamo sperare che venga data maggiore attenzione alla distribuzione della pubblicità istituzionale e che ad avvantaggiarsene non siano, come sempre accade, soltanto la tv e i grandi quotidiani nazionali.

Giuseppe Liucci

editoriatv

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