Abbiamo già riportato, precedentemente, la reazione del Garante della privacy alla notizia della definitiva approvazione del cosiddetto decreto Ronchi (disegno di legge di conversione del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135), per quanto riguarda le nuove norme sul telemarketing.
Il Garante aveva dichiarato “forte preoccupazione” per l’istituzione di un registro pubblico al quale devono iscriversi quanti non vogliono essere disturbati da telefonate pubblicitarie o commerciali, “caricando così i cittadini di incombenze e problemi”. “Si rischia – continuava il Garante – di causare ulteriori molestie ad abbonati e utenti, che, almeno fino a quando non sarà istituito il registro, si vedranno di nuovo massicciamente contattare da aziende, gestori telefonici, società di servizi con le offerte più diverse”.
Oggi, la presidenza del gruppo al Senato del Popolo della Libertà ha espresso stupore per la reazione del Garante, ricordando che l’approvazione del decreto è stata preceduta da “numerosi momenti di confronto con l’Autorità, proprio al fine di rendere il testo il più possibile conforme alle osservazioni più volte venute dall’organismo di garanzia”. “Quasi tutto ciò che è contenuto nel testo – continua la nota – è frutto di un attento e puntuale confronto che non era né obbligatorio né vincolante, ma che è stato voluto proprio per una migliore qualità dell’attività legislativa”.
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