Secondo il Comitato radio e tv locali (Crtl) il vero obiettivo del Ministero dello Sviluppo Economico è di abbattere il maggior numero di impianti delle televisioni minori prima di settembre, data della migrazione definitiva alla tecnologia digitale. Il motivo sarebbe che meno frequenze risultano occupate alla data dello switch-off, più semplice diventa la migrazione alla tecnologia numerica dei grandi operatori. “Dopo 15 anni di sostanziale inerzia – si legge nel comunicato del Crtl – da qualche mese a questa parte, dall’Ispettorato territoriale per la Lombardia del Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico stanno piovendo ordinanze di disattivazione e provvedimenti di restrizione operativa che stanno letteralmente piegando imprese televisive locali già al collasso per via della crisi
economica”.
“Così, mentre il Ministro dell’Economia – continua il comunicato – professa una maggior libertà d’impresa per favorire la ripresa e il viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle Comunicazioni Paolo Romani dichiara di battersi per la tutela dell’informazione radiotelevisiva locale, nelle stanze disadorne dell’Ispettorato Territoriale per la Lombardia si firmano tutti i giorni ordinanze di chiusura”.
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