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Le Europee in Rai: tra caso Scurati e scontri sui duelli in tv

La decisione scontata della Commissione Vigilanza Rai sul “caso” Bortone-Scurati, se ne parla dopo le elezioni europee. Prima, però, sarà ascoltata la presidente Marinella Soldi che, sull’episodio, si era detta alquanto scettica criticando la gestione delle conseguenze e, in particolare, l’invio di una lettera di contestazione alla giornalista. Se il tema è politico allora è giusto che se ne continui a parlare in campagna elettorale. Ma che venga, evidentemente, affrontato e “risolto” solo dopo che l’hype per il voto è passato. Intanto la decisione è stata presa. La prossima settimana, tra martedì e mercoledì, sfilerà davanti ai parlamentari la presidente Soldi. Ma il nocciolo della vicenda sarà trattato solo a urne aperte. Dopo le elezioni europee, infatti, toccherà alla conduttrice Serena Bortone e, soprattutto, al dirigente dell’area Approfondimento Rai, Paolo Corsini. Esponente ritenuto molto vicino al governo e, in particolare, all’area politica leale al partito della premier Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Lo scontro, adesso, si concentra sul altre cose. Sui dibattiti e i duelli televisivi. Che saranno ospitati, chiaramente, da Bruno Vespa. Ha fatto clamore, e non poteva essere altrimenti, la scelta – piuttosto logica a dir la verità – di opporre le due leader dei partiti che vantano, al momento, consenso e sondaggi migliori e cioè la presidente del consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Partito democratico Elly Schlein. Dalle notizie che rimbalzano sui giornali, la decisione avrebbe inferocito l’ex premier Giuseppe Conte che – non è un mistero – briga e spera nel sorpasso M5s alle Europee sul Pd. Conte avrebbe rifiutato il match, ritenuto evidentemente poco di cartello, con l’ex alleato Matteo Salvini col quale diede vita, ormai un’era fa, al governo gialloverde che impose all’Italia pagine a dir poco dimenticabilissime di governo, su tutte quella legata all’ex sottosegretario all’editoria (o meglio sarebbe dire contro l’editoria) Vito Crimi.

Intanto sul caso è intervenuta l’Agcom che ha riscontrato la “mancanza” della maggioranza per consentire il duello tv. Solo quattro liste su otto, infatti, hanno dato il loro benestare allo scontro Meloni-Schlein. Troppo poche. Le elezioni sono proporzionali e ogni partito vorrebbe avere il massimo di visibilità per sé. Prepariamoci a un’altra tornata stantìa.

Luca Esposito

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