Con la sottrazione alle tv locali delle 9 frequenze della Banda 800 MHz da destinare all’asta per gli operatori di telecomunicazioni, le risorse frequenziali nelle aree tecniche ancora da digitalizzare scendono da 27 a 18. E tra queste alcune non sono neanche pienamente utilizzabili, in quanto presentano problemi interferenziali, come nel caso della Toscana interferita dalla Corsica. La pianificazione delle reti digitali da destinare all’emittenza locale nelle regioni che si preparano allo switch-off (Liguria, Toscana, Umbria, province di Viterbo e La Spezia, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia) appare dunque abbastanza complessa. Per il procedimento di pianificazione fino ad oggi si era proceduto attraverso la convocazione di tecnici regionali con i soggetti legittimamente interessati. Ma adesso ci sarà un’inversione di marcia. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha creduto che, a seguito delle nuove disposizioni introdotte dal DL n. 34/2011, che prevedono l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze previa selezione, mediante graduatorie, dei soggetti aventi titolo, per assolvere alle esigenze di trasparenza e di partecipazione al procedimento verranno organizzate delle consultazioni con la Rai e le Associazioni delle emittenti private. Domani sarà audita la Frt (Federazione Radio Televisioni).
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