È quanto spiega Corrado Calabrò, presidente dell’Authority per le comunicazioni, nella sua audizione alla Commissione di Vigilanza. “La legge 28 — ha spiegato Calabrò — non è stata adeguata agli scenari che sono mutati.
È evidente che sarà necessario cambiare anche la legge elettorale visto che è stato abbandonato il bipolarismo avviandosi su strade diverse. In questo modo sarà difficilissimo garantire a tutti i candidati premier la par condicio nelle trasmissioni elettorali”. Calabrò annuncia per i prossimi giorni, in accordo con la Commissione di Vigilanza, due regole da applicare in questa campagna elettorale: la prima in vigore dal 6 febbraio che varrà fino alla presentazione delle candidature, disciplinerà le presenze in televisione di candidati e dei partiti che sono già rappresentati in Parlamento o al Parlamento europeo.
La seconda partirà dal giorno della presentazione delle liste e stabilirà che tutti quanti avranno titolo per essere presenti in televisione in regime di par condicio“. La Commissione di vigilanza è convocata per oggi alle 15 proprio per mettere a punto i regolamenti che riguarderanno la televisione pubblica e, ha spiegato Calabrò, un’ora dopo l’Authority per le comunicazioni sarà in grado di varare i propri regolamenti.
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