In un articolo pubblicato ieri su ilFattoQuotidiano.it (“Ottimi stipendi, pessimi risultati: la mappa della generazione fallita”) Costanza Iotti e Gaia Scacciavillani hanno fatto una carrellata di “manager di Stato inamovibili e strapagati, ma anche poltrone chiave in fondazioni, ordini professionali, camere di commercio, sindacati ed enti sportivi che rappresenterebbero le generazioni ‘fallite’ degli anni trenta e quaranta”. “Quelle classi dirigenti del passato e del presente che restano al loro posto, con stipendi da favola e con risultati così così”. Tra i nominati, per il mondo dell’informazione, anche: Lorenzo Del Boca (61 anni, presidente dell’Ordine dei giornalisti dal 2001 al 2010) e Franco Abruzzo, il quale risponde con la seguente lettera:
Caro direttore,
in verità sono stato presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia per 18 anni (dal 15 maggio 1989 al 7 giugno 2007), eletto ben 6 volte consigliere dell’ente da parte dei colleghi. Preciso: primo eletto nelle votazioni con cadenza triennale.
Non ho mai percepito un euro di compenso al pari dei consiglieri dell’Ordine lombardo. Pertanto non mi ha fatto piacere essere annoverato, oggi nell’articolo pubblicato sul sito del tuo giornale, tra coloro che percepiscono “ottimi stipendi” conseguendo “pessimi risultati”.
Con il praticantato d’ufficio (mia invenzione giuridica: sono il primo praticante d’ufficio d’Italia) ho difeso i più deboli, tutelandone dignità e speranze. Le mie battaglie deontologiche sono nel sito dell’Ordine di Milano (www.odg.mi.it), in particolare quelle contro la pubblicità ingannevole e i pubbliredazionali mascherati come articoli.
Mi fermo qui. Spetta ai giornalisti dire se sono stato un presidente con un bilancio fallimentare.
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