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OSSERVATORIO SUI TG, POLITICA SOPRA MEDIA EUROPEA. PETRUCCIOLI, E’ TEMPO RIPENSARE INFORMAZIONE

E’ tempo di “mettere a punto parametri per leggere e valutare la qualità, il tipo di offerta e di informazione che si dà sulla politica, specie in una fase come questa in cui l’azienda Rai è decisa ad intervenire sull’offerta con novità strutturali molto rilevanti”. Così Claudio Petruccioli, presidente dell’azienda di viale Mazzini, durante il dibattito “Politica e giornalismo nei telegiornali Rai”, oggi a Roma, in occasione della presentazione della ricerca condotta dall’Osservatorio di Pavia sul rapporto tra politica e giornalismo nei telegiornali Rai.
Dal 21 al 27 luglio 2008 e dal 15 al 21 settembre 2008 i ricercatori dell’Osservatorio, hanno analizzato 14 edizioni di Tg italiani ed Europei. Su due settimane prese in considerazione più di un terzo dei 3 Tg Rai (34,8%) è stato dedicato alla pagina politica contro meno della metà dei 4 maggiori network europei (16,5%) tra cui Bbc e France 2. In pratica, i Tg del servizio pubblico italiano dedicano, in ogni edizione, almeno 10 minuti alla politica. I Tg italiani raccontano prevalentemente le intenzioni dei politici, quelli europei le loro azioni.
Petruccioli ha parlato di necessità di rivedere quale tipo di offerta arriva dai tg, “va capito da parte di chi informa, come si esercita il ruolo del politico: oggi succede pochissimo che ci sia il ‘mediatore’ stile Vittorio Orefice nel fare informazione politica” e diventa quindi importante “il modo di ‘montare’ un telegiornale”, e allo stato attuale si procede come se si trattasse di posizionare “i mattoncini del Lego”.
Petruccioli ha raccolto i rilievi che sono venuti dai direttori delle testate, in particolare quello di Mauro Mazza, del Tg2, che ha lamentato come la ‘par condicio’ sia ormai diventata una sorta di ‘prigione’ per chi deve pensare e realizzare un telegiornale. E’ vero che Authority e organismi di vigilanza esistono e di essi va tenuto conto – ha quindi detto il presidente della Rai -, ma a questo punto si tratta di “studiare e offrire alla riflessione di tutti gli effetti di certe regole, di come queste enfatizzano le cose. Poi toccherà a loro decidere”.
A una domanda sul come mai ad una semplificazione del quadro dei partiti che il Parlamento di oggi presenta non sia seguita un’altrettanta semplificazione dell’affollamento politico nei telegiornali Rai, Petruccioli ha risposto sostenendo che “il processo di semplificazione e’ più apparente che reale. Chi è uscito dal Parlamento ha protestato fortemente, ottenendo nuovo spazio”.
Fabiana Cammarano

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