Ricevuto ordine di arresto domiciliare”. Pochi caratteri per comunicare la vergogna giudiziaria a tutta Italia. Quelle poche parole le ha digitate Alessandro Sallusti, il direttore de Il Giornale, attorno al quale si è consumato l’ultimo siparietto di una politica capace soltanto di proclami, non di “salvare” dal carcere un uomo “colpevole” di non aver mai scritto un articolo. Sallusti finisce agli arresti domiciliari per la vicenda dell’articolo firmato su Libero sotto pseudonimo Dreyfus (scritto, si è poi scoperto, da Renato Farina), un articolo ritenuto “diffamatorio” e che per l’assurda legge italiana che prevede la responsabilità del direttore responsabile priva della libertà Sallusti.
E ora che farà? – Quando era esplosa la vicenda, all’inizio di ottobre, il direttore rassegnò le dimissioni dalla direzione de Il Giornale, per poi ritornare “in sella” dopo la pressante richiesta della direzioni e il rifiuto alle dimissioni opposto dall’editore, Paolo Berlusconi. Una decisione, quella di Sallusti, assunta nell’attesa di scoprire quale sarebbe stato il suo destino. E ora che il suo destino pare delineari – mentre la Casta continua in Parlamento a peggiorare una legge pessima, quella sulla diffamazione – ci si interroga sul futuro di Sallusti: lascerà la direzione de Il Giornale?
“Sospesa la carcerazione” – In una nota dai risvolti beffardi, la procura milanese ha spiegato che Sallusti “ha ottenuto la sospensione della carcerazione riccorendo le condizioni per l’esecuzione della pena detentiva presso il domicilio” in base a quello che viene definito il decreto “svuotacarceri”. L’ultima decisione sui domiciliari per Sallusti spetterà al magistrato di sorveglianza. In teoria questo potrebbe opporsi alla decisione della procura di concedere il beneficio al direttore. Beneficio previsto però dal decreto ‘svuotacarcerì che ha innalzato da 12 a 18 mesi la pena per cui è possibile scontare la condanna presso il domicilio.
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