Dopo quasi cinquant’anni dall’istituzione dell’Ordine dei giornalisti, il Parlamento lavora per riformarlo. Oggi si è registrato il via libera unanime in sede legislativa da parte della commissione Cultura alla proposta di legge sulla modifica della legge 69 del 1963. Soddisfazione è stata espressa da parte di tutti gli schieramenti, resta tuttavia un nodo da sciogliere che riguarda la questione del Giurì. Il deputato del Pdl e relatore, Giancarlo Mazzuca (foto) non nasconde che «questa è una situazione provvisoria» e va al nodo della questione: «Mi sarebbe piaciuto portare avanti nella riforma anche la parte sul Giurì, ma c’è stato lo stop del governo, spero di riprenderla in futuro». Più critico in questo senso è il primo firmatario del provvedimento, Pino Pisicchio, che pur sostenendo l’importanza della riforma sottolinea come questa non sia ”l’optimum”. Secondo il deputato Api, «il governo ha dato una risposta insufficiente sulla questione del Giurì, che avrebbe permesso di affidare certi percorsi sul rapporto tra lettore e giustizia a una diversa giurisdizione. Il governo ha ritenuto che questo comportasse degli oneri, anche se noi non li abbiamo visti, e quindi ne ha chiesto lo scorporo».
Anche Giuseppe Giulietti, deputato del gruppo Misto, sottolinea la delusione per lo scorporo nella riforma di tutte le parti riguardanti il Giurì, «che avrebbe permesso di affrontare un tema come quello delle rettifiche e di agire per la difesa soprattutto dei senza reddito e dei senza potere». (Asca)
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